I Bambini Indaco

Secondo gli studiosi, una generazione di bambini dotati di tratti e capacità speciali o soprannaturali, è destinata a plasmare un mondo nuovo in forte connessione con la Natura e traghettarci verso una nuova dimensione. Questa generazione emerge dal sommerso alla fine degli anni ’90: sono i Bambini Indaco, uno scenario considerato attendibile non solo da menti spiritualiste (come la ricercatrice spirituale Anja de Jongh), ma perfino da note menti razionali di rilievo (come la giornalista Paola Giovetti, la psicologa Luciana Luisa Papeschi, il medico chirurgo Giuseppe Novelli, la psicoterapeuta americana Ann Tappe, starter e protagonista di questa teoria). Di fatto, viaggia sì su un piano di pura teoria, ma con riscontri oggettivi sempre crescenti.

“Dove si ferma la realtà e dove comincia la Fantasia?” dice Roberto Giacobbo, a braccia alzate, nella sua trasmissione Voyager, di qualche anno fa: chi sono questi Bambini Indaco?

LA TEORIA

Sono bambini che fin dalla più tenera età si distinguono ampiamente dai loro coetanei, una nuova razza, nata in previsione dei cambiamenti epocali, con capacità psichiche molto al di sopra di quelle considerate “normali”, una razza destinata a cambiare l’umanità, per salvarne il più possibile dalla catastrofe imminente, più volte annunciata da religioni, stregoni, scienziati. I Bambini Indaco sarebbero dunque i precursori di una nuova e migliore umanità, come lo fu Gesù Cristo, la cui nascita scandisce l’odierno calendario e, come con Gesù Cristo, il messaggio diffuso ha avuto grandi difficoltà ad essere recepito, o fu boicottato, e non solo: l’esistenza dell’uno e degli altri viene tutt’oggi negata.

Secondo la tradizione spirituale, ogni essere è circondato da un campo energetico denominato “Aura”, percepibile solamente da persone con spiccate capacità sensoriali. Il colore di tale aura contraddistingue lo stato emotivo/fisico di ognuno di noi, ma non solo: identifica il compito di una persona nel corso della sua vita, e può anche cambiare istantaneamente, in qualunque momento.

L’espressione “Bambini Indaco” o “Indigo Children” viene introdotta negli anni ’70 dalla psicoterapeuta e parapsicologa  Nancy Ann Tappe: una vera e propria credenza New Age, senza alcun apparente fondamento scientifico, ma con moltissime testimonianze e dimostrazioni sul campo. Nel 1986 la Tappe percepì, in alcuni bambini, la presenza di un colore fino allora mai visto: l’Indaco.

La credenza si sarebbe intensificata dagli anni ’90 in poi, cosa che preluderebbe all’imminente evoluzione dell’umanità. preannunciata da tutte le correnti del pensiero New Age. Le idee della Tappe furono riprese – quasi vent’anni dopo la loro teorizzazione – dal sensitivo e channeler Lee Carroll e da sua moglie Jan Tober, già celebri nella sottocultura New Age quali portavoce dell'”entità angelica” Kryon. Nel 1999, Carroll e la Tober pubblicarono il libro The Indigo Children: The New Kids Have Arrived (“I bambini indaco: i nuovi bimbi sono arrivati”), che divenne poi la più nota e citata fonte sull’argomento.

Secondo quanto riportato in un altro libro sui bambini indaco, anch’esso opera di Lee Carrol e Jan Tober : “I Bambini Indaco nascono portando i loro doni divini bene in vista. Molti sono filosofi in erba. Saranno scienziati, inventori, artisti di talento a livello innato. Tuttavia la nostra società, che poggia ancora sulla vecchia energia, tende a sminuire i loro pregi. Molti di questi bambini vengono scambiati per bambini con “disturbi dell’apprendimento” e molti altri vengono attualmente distrutti dal sistema dell’istruzione pubblica”.

In base a questa popolare teoria parapsicologica, che di fatto non ha alcuna origine scientifica, i bambini indaco, definiti anche bambini delle stelle, sarebbero individui che fin da piccoli presentano caratteristiche molto particolari e che il più delle volte, già molto presto, sono coscienti del destino che li attende in questo mondo. “Nuovi bambini per una nuova Terra” esprime bene il concetto di bambino indaco. Questi esseri sarebbero arrivati infatti in massa a scardinare le vecchie certezze di un mondo tutto da rifare. Grazie ad una nuova umanità più cosciente e, naturalmente, grazie al loro altruismo e all’amore che questi bambini danno e di cui hanno particolarmente bisogno, l’umanità starebbe piano piano passando ad un nuovo stadio della nostra evoluzione.

LA DINAMICA

La maggior parte dei bambini indaco, dicono gli ideatori di questa teoria, sarebbero molto difficili da gestire, perché non accetterebbero di conformarsi alle regole di educazione e stile di vita imposte dai nostri tempi. Sarebbero venuti infatti a smontare quanto di vecchio c’è oggi, per aprire il campo a una nuova era. Non sarebbe sempre facile, quindi, trattare con un bambino indaco, soprattutto nei contesti sociali, dove questi piccoli (ed anche adulti) presenterebbero disturbi di attenzione o iperattività; si farebbero notare subito come voci fuori dal coro, spesso scomode. Questi bambini hanno un loro modo di vedere le cose e di relazionarsi tra loro e con gli altri. Il loro peculiare comportamento li rende nettamente in contrasto con il sistema, che molto spesso non li capisce e, addirittura li ostacola. In alcuni casi, i soggetti più frustrati arriverebbero ad essere impulsivamente ribelli e violenti.

Come spesso accade, la diversità piuttosto che come un arricchimento, viene presa come un ostacolo. I bambini Indaco hanno percezioni che vanno oltre i cinque sensi. l’iperattività derivante non permette un controllo da parte dei genitori e tanto meno da parte di insegnanti non preparati. Negli Stati Uniti i bambini indaco vengono spesso scambiati per persone affette da malattie psicologiche o autistiche. Nel tentativo di curarli, vengono imbottiti di psicofarmaci, che invece comportano conseguenze disastrose. L’assunzione di questi medicinali rallenta l’energia di questi bambini, provocando loro gravi danni cerebrali ed emotivi.

LE SPIEGAZIONI SCIENTIFICHE

Secondo alcuni studiosi ci sarebbe anche una spiegazione scientifica: genetisti e psicologi della percezione avrebbero individuato cosa contraddistingue le persone indaco: un fenomeno chiamato Sinestesia. Così asserisce Giuseppe Novelli, preside della facoltà di medicina e Chirurgia di Tor Vergata (Roma): “La Sinestesia è la capacità di poter percepire simultaneamente due sensazioni differenti in maniera combinata piuttosto che univoca: questa è una capacità oggettiva e dimostrata che hanno poche persone al mondo, l’1 per mille o meno”, ad esempio persone illustri quali Mozart, Kandinsky, Hockney, Nabokov, Rimbaud, Liszt, e anche scienziati come il fisico Richard Feynman. Mozart, ad esempio, riusciva a vedere il colore delle note, oltre che percepirne il suono.

Analizzando il DNA sono state individuate le parti in cui risiedono le caratteristiche delle persone indaco: “Si è scoperto che queste caratteristiche risiedono nel cromosoma 5 e nel cromosoma 14 e non c’è niente di strano nel DNA di questi bambini” – conclude il prof. Giuseppe Novelli.

PERCHE’ ESISTONO I BAMBINI INDACO?

Ma allora, cosa sono venuti a fare questi bambini nel nostro mondo? Secondo i più, questi individui sono in grado di aprire dei veri e propri varchi con altre dimensioni e quindi sono in grado di percepire esseri appartenenti a mondi a noi vicini, in una dimensione temporale diversa. E anche qui niente di strano: questo aspetto trova riscontro nella recente teoria del Multiverso. Nella fisica teorica il multiverso è un’ipotesi che postula l’esistenza di universi coesistenti fuori dal nostro spaziotempo (come già affermava Einstein: lo spaziotempo si deforma con l’approssimarsi della velocità a quella della luce), spesso denominati dimensioni parallele.

I Bambini Indaco dunque sarebbero in grado di uscire dai limiti del nostro spaziotempo, entrare in contatto con altre dimensioni, dove il tempo che deve ancora trascorrere nella nostra dimensione, è già trascorso, quindi sono in grado di percepire eventi che devono ancora accadere e che succederanno con certezza. Uno scenario “Deja Vu” con Gerard Croiset, classe1909, e il più recente Mario De Sabato, classe 1933, la cui vita fu assillata dalle previsioni, come scrive nei suoi libri “Predizioni mondiali” e “Confidenze di un Veggente”. Fra le previsioni di De sabato (la cui maggior parte si è realizzata) la fine del Pontificato e l’invasione della Cina dopo il 2000. Fu nominato il “Nostradamus” dei nostri tempi.

Le visioni sono talmente nitide da descrivere accuratamente queste esperienze molto dettagliatamente. Il fenomeno ancor più stupefacente è che bambini, divenuti poi adulti, in varie parti del mondo, descrivono allo stesso modo gli stessi fenomeni senza neppure essersi mai incontrati né conosciuti. Troppo facile sarebbe asserire oggi “ma ci sono i social”. Nell’epoca in cui questi fatti hanno cominciato ad emergere non c’era nemmeno internet.

LE CARATTERISTICHE PECULIARI

Le teorie, che vogliono questi bambini protagonisti di una nuova epoca, affermano che gli indaco sono menti evolute, molto coscienti di sé, con grande senso di regalità e sguardi molto profondi. Spesso sanno cogliere i pensieri e le emozioni di chi li circonda. Sono particolarmente dotati di una qualità, oggi in via d’estinzione: l’empatia.

Sarebbero nati bambini con queste caratteristiche già a partire dagli anni ‘60 e ‘70, con un aumento ben visibile dagli anni ’80, fino ad arrivare ad oggi, quando la gran parte dei nuovi nati sarebbe “speciale”. Attualmente si parla, in realtà, di un’evoluzione ulteriore dei bambini indaco. I nuovi nati vengono chiamati, infatti, bambini cristallo o arcobaleno (spesso figli di bambini indaco), sempre in base al colore dell’aura, e avrebbero caratteristiche diverse, anche se seguono la scia di chi li ha preceduti per favorire un cambiamento di rotta a livello mondiale.

LE 4 TIPOLOGIE DI BAMBINI INDACO

Secondo le teorie, esisterebbero 4 tipi di bambini indaco: l’umanista, il concettuale, l’artista e l’interdimensionale

1. l’umanista

Sono quei bambini che faranno lavori a contatto con le persone, ad esempio i medici e gli insegnanti e si metteranno quindi a disposizione degli altri. Sono la tipologia più socievole e generalmente iperattivi. Da bambini vogliono mille giocattoli insieme ma passano da uno all’altro.

2. Il concettuale

Sono bambini molto progettuali che dunque prediligeranno lavori come l’ingegnere o l’architetto o il Direttore di un Giornale. Generalmente hanno un bel fisico e sono degli sportivi, sono quelli maggiormente a rischio dipendenze, soprattutto nelle fasi adolescenziali. Cercano di controllare i propri genitori più delle altre tipologie di indaco.

3. l’artista

L’indaco più sensibile e fragile ma allo stesso tempo il creativo per eccellenza. Tutte le cose della vita le affronta in maniera creativa e artistica anche se è difficile individuare le sue vere predilezioni perché passa da una cosa ad un’altra con una grande facilità, annoiandosi un po’ e con una grande voglia di scoprire tutto.

4. l’interdimensionale

Gli indaco più robusti e grossi. Fin da piccolissimi, circa 2 anni, sanno benissimo qual è il loro compito e si ingegnano a fare tutto da soli, se qualcuno interviene sono capaci di rispondere: “Lo so. Lo so fare. Lasciami stare”. Sono le persone che rivoluzioneranno filosofie e religioni.

Come riconoscere i Bambini Indaco?

In base a questa teoria, come fare a riconoscere un bambino indaco? Sono tante le caratteristiche che renderebbero questi esseri speciali, ecco quelle che si riscontrano più frequentemente:

  • il bambino è a disagio nei contesti sociali in cui si sente una voce fuori dal coro
  • ha uno sguardo che penetra in profondità e un senso di regalità molto spiccato
  • sa chi è ed è lui stesso a dire di essere particolare alla propria famiglia
  • si rifiuta di seguire regole e autorità e non sopporta punizioni né compromessi
  • è testardo e perseverante
  • è molto creativo, sogna e progetta molto in grande
  • è ipersensibile
  • dice chiaramente quello che vuole e di cui ha bisogno
  • è molto tecnologico e ha grande facilità di apprendimento
  • è iperattivo e si annoia facilmente
  • ha un’alimentazione particolare (a volte salta i pasti, a volte inverte colazione e cena, il giorno con la notte, spesso si rifiuta di mangiare carne o è intollerante ad alcuni cibi, o allergico a taluni alimenti)
  • ha facoltà particolari ed extra-sensoriali

Crescere questi bambini speciali, dicono gli accesi sostenitori di questa teoria, è un gran privilegio: i piccoli indaco avrebbero bisogno di tanto amore, ma importante anche imparare ad accettarli per quello che sono, rispettare il loro essere, trovare la chiave per comunicare al meglio con loro in modo da insegnargli anche un po’ di disciplina. Con i bambini indaco i metodi di apprendimento che offrono più frutti sarebbero quelli “alternativi”, che utilizzano ad esempio strumenti come musica, arte, danza e recitazione.

CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI

Una teoria senza dubbio affascinante, contestata dal razionalismo e scetticismo di scienziati di alto rilievo (quale ad esempio Margherita Hack), ma sempre più accettata e consolidata in un contesto simil-scientifico. D’altronde viviamo in un’epoca in cui molte teorie hanno trovato riscontro scientifico crescente, come quelle già citate del Multiverso e dello Spaziotempo, un concetto fisico che combina le nostre classiche nozioni tradizionalmente distinte di spazio e di tempo in un’unica entità omogenea: in base a questa teoria, dimostrata già da Einstein nel 1905 e accettata solamente nel 2015, si può viaggiare dal punto A al punto B dell’universo, distanti “n” anni luce, in pochi mesi, percorrendo “Tunnel Spaziali”.

Fino a non molto tempo fa tali affermazioni erano fantascientifiche, oggi sono scienza. I “Buchi Neri” furono tacciati come “fantasie” di scienziati pazzi come Stephen Hawking, ma solo pochi anni fa, il 31 ottobre 2018, ne è stato fotografato e filmato uno in diretta. Non ci stupiremo forse quando verrà realizzato il teletrasporto di Star Trek, dal momento che già è stato realizzato il primo prototipo anni fa: ad oggi riesce a teletrasportare una molecola, domani chissà.

Allora, dico io, perché credere in queste menti grandiose, fin troppo al di fuori del comune, o credere negli “Stan Lee’s Superhumans” (I superuomini di Stan lee), persone reali con poteri speciali, presentati in un programma televisivo statunitense condotto dal fumettista Stan Lee, e non credere in menti semplici e altruiste come quelle dei Bambini Indaco, che continuano a stupire anche da adulti? Nel corso della nostra vita ne abbiamo incontrato almeno uno, qualcun altro lo conosciamo benissimo, ma ci guardiamo bene dal raccontarlo in giro, per non essere tacciati di follia. Personalmente, confesso, ne ho incontrati una decina, oggi adulti, tutte persone meravigliose, qualcuno ha cambiato la mia vita. Qualcuno si riconoscerà nel presente articolo. E questa, al di là del crederci o non crederci, non è un’altra storia, ma una storia vera, che diventa sempre più reale, e il tempo ne sarà testimone.

Vincent

Scrittore, Musicista, Informatico

Fonti: Wikipedia, Trasmissione TV “Voyager” condotta da Roberto Giacobbo. https://www.youtube.com/watch?v=aofZnsdQKiQ

Articoli e interviste di Francesca Biagioli (Ricercatrice, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione) pubblicate sul web

libro “The Indigo Children” di Nancy Ann Tappe

Libro “Il significato della relatività – Il mondo come io lo vedo”, di Albert Einstein 

Libro “Confidenze di un Veggente”, di Mario De Sabato.