La terapia delle ustioni

La storia e la leggenda ci hanno tramandato storie di guaritori che, con varie tecniche, hanno fatto “miracoli” guarendo persone afflitte da varie patologie, spesso invalidanti, più o meno gravi. Una storia che non è mai finita che, purtroppo, ha sortito spesso effetti disastrosi su molte persone, dalla salute al portafoglio e, in caso di successo terapeutico, molto probabilmente la suggestione nutrita dalla speranza ha prodotto il risultato atteso.

Ma può la suggestione guarire ustioni di primo e di secondo grado? No. E se vi dicessi che dinastie di guaritori non hanno mai chiesto un soldo e tutt’oggi guariscono con semplici unguenti la cui ricetta a base di erbe è (ovviamente) segreta? La maggior parte dei guaritori che attualmente curano le ustioni ha dichiarato di aver appreso questa pratica attraverso qualcuno del nucleo familiare. Altri hanno affermato di essere arrivati da soli a scoprire la medicina, mettendoci tanta passione. Altri infine, dopo anni di tentativi o con un colpo di fortuna, hanno trovato la miscela di erbe adatta per caso.

Ma facciamo un passo alla volta. Dove siamo? In Sardegna, una terra ricca di fascino e tradizioni che non smette mai di sorprenderci, con la sua bellezza e con la sua magia.

Il termine “guaritori”, riferito ai rappresentanti di certe famiglie che in Sardegna prestano cure molto speciali, è un po’ sbrigativo e inadeguato. Per le persone eccessivamente razionali, questa parola può assumere connotati assai negativi, collegati magari a millantati poteri che nulla hanno a che fare con le rassicuranti verità scientifiche. Ma non potremmo definire diversamente da guaritrice, ad esempio, la signora di Nuchis (frazione del comune di Tempio Pausania) in grado di curare le ustioni, certe forme di alopecia e altri problemi della pelle. Il rimedio in questione, che non ha assolutamente nulla di spirituale: deriva dal miscuglio di numerose erbe che la signora raccoglie nelle campagne galluresi. La ricetta si tramanda di generazione in generazione, all’interno di queste famiglie che custodiscono il segreto, ognuna delle quali ha le sue varianti dell’unguento medicamentoso.

Oltre a quella di Nuchis, sempre in Gallura, esistono altre due famiglie in grado di guarire ustioni piaghe e abrasioni della pelle. Una di queste opera a Monti, l’altra a Buddusò. Quest’ultima, la famiglia Maureddu, ha perfino brevettato una crema, composta per il 90% dall’efficace estratto vegetale e oggi utilizzata in alcune strutture pubbliche, come nel reparto di dermatologia dell’Ospedale di Cagliari, o nel Centro grandi ustionati di Genova, o ancora in quello dell’Ospedale Civile di Sassari.

Sembra incredibile, ma in questi piccoli paesi galluresi arrivano persone da tutto il mondo per farsi curare. Certi pazienti vengono mandati proprio dai dottori che non hanno di meglio da offrire. Ma vale anche il contrario: quando la signora di Nuchis si trova di fronte ad una bruciatura che sa di non poter guarire, consiglia al paziente di rivolgersi ai medici delle strutture ufficiali. Ci sono un’onestà e una deontologia smisurate nell’animo di queste persone, che non prendono soldi in cambio del loro servizio.
La gente in cura di solito si sdebita portando con sé doni e prodotti alimentari. Se la signora di Nuchis ritiene di poter guarire una bruciatura, comincia il trattamento.

Ci sono testimonianze dirette dell’efficacia di queste cure: racconta Gianmichele Lisai, autore di “101 cose da fare in Sardegna almeno una volta nella vita”, di una zia, un professore e un’amica. I primi due avevano avuto qualche problemino con il forno, mentre la terza era andata a Nuchis per farsi togliere una cicatrice. La cura delle cicatrici sembra miracolosa: la prima parte del trattamento consiste nell’applicazione sulla parte interessata di un unguento che riporta in vita la ferita. A farla sparire ci penserà poi un secondo intruglio di erbe mediche. A questo proposito Gianmichele ha anche un riscontro pratico, che trova piuttosto verosimile: secondo un racconto riferito dal padre alcuni anni fa, il rimedio discenderebbe da un’antica usanza dei ladri di bestiame, che mischiavano le erbe per ottenere unguenti in grado di cancellare il marchio a fuoco dalle pelli degli animali. Così “furate” (rubate) le bestie, i legittimi proprietari non avrebbero potuto riconoscerle.

Il buon Roberto Giacobbo, nella sua “Freedom oltre il confine”, intervista l’ultimo di questi guaritori sardi: Gianni Lutzu,

Gianni Lutzu

un ultraottantenne cittadino di Monti, in provincia di Sassari, in perfetta salute, un uomo semplice, umile, lucido e agile nei ragionamenti, con quella dolce cadenza sarda che non offre dubbi sulla natura indigena.

  • “Chi le ha insegnato questo mestiere?”
  • “Mio zio, dopo avermi guarito alcune cicatrici riportate al braccio sinistro in un incidente”
  • “Quante persone si recano da lei, ogni giorno, per farsi guarire le ustioni?”
  • “Una decina, una ventina, ma qualche volta hanno superato i cento”
  • “E li ha guariti tutti in un giorno?”
  • “No, aiuto quelli che posso in giornata, i rimanenti li rinvio a giorni successivi”
  • “Ma com’è fatto quest’unguento miracoloso?”
  • “Una miscela di erbe varie, alcune delle quali, credo, si trovino solo qui, poi vanno tagliate, talune essiccate, talune bollite, poi mescolate insieme. Ma non è miracoloso: sono cure che adottavano i nostri avi da tempo immemore, che ci hanno tramandato e che noi continuiamo a tramandare ai nostri figli. Ecco: questa è mia figlia Alessandra, oramai esperta quanto me e forse più. Il sogno della nostra famiglia è curare più gente possibile in tutto il mondo”
  • “E qual è il compenso che chiedete per il trattamento?”
  • “Neanche un centesimo. Vedere il sorriso e la gratitudine della gente che guarisce è la gioia più grande. Aiutare le persone in difficoltà è come una missione. Molti ci offrono regali, che accettiamo volentieri, ma niente denaro”
  • “Qual è la guarigione più, come dire, portentosa della sua vita?”
  • “Mi hanno portato un uomo che era stato avvolto dalle fiamme in un incidente. Era in condizioni disastrose. Ustioni in tutto il corpo, le più gravi alle gambe, le quali forse avrebbero dovuto essere amputate. L’ho sottoposto al trattamento col nostro unguento per giorni e giorni, finché tutte le ustioni sono scomparse. Non solo: alle gambe son ricresciuti anche i peli”
  • “Ma avete avuto proposte da aziende farmaceutiche? cosa ne pensa di diffondere questa conoscenza a un contesto più ampio?”
  • “Ben venga poter estendere questo beneficio ad altre mille, diecimila, centomila persone, magari a tutto il mondo. Sì, si sono presentate più aziende farmaceutiche, ma non siamo mai arrivati a un accordo con nessuna”

Il silenzio a seguire da ambo le parti, pur non svelando i dettagli, lascia intravedere proposte economiche per l’esclusiva, inaccettabili per l’anziano guaritore, impermeabile alle lusinghe danarose e deciso a continuare la sua opera, oltre la sua vita, con le generazioni a venire. Queste erbe particolari pare nascano solo qui, in Sardegna.

La scienza, ancor oggi, stenta a credere, nelle virtù di queste erbe, certificate da una secolare esperienza, dalle testimonianze di migliaia e migliaia di persone curate, corredate da altrettante foto che hanno accompagnato la cura dall’inizio sino alla completa guarigione. Gianni, l’uomo dal segreto enigmatico, è stato invitato da ospedali e cliniche di mezza Europa a portare l’empirica esperienza e la sua “medicina”, alla quale si sono interessate case farmaceutiche, luminari e studiosi dell’Australia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Africa, oltre che di casa nostra. Non molto tempo fa un illustre e sbalordito scienziato americano, appositamente giunto a Monti, dinanzi ai risultati acclarati, ha invitato Gianni Lutzu a seguirlo negli States: invito cortesemente declinato. L’unguento continuerà a guarire le bruciature dei sardi e di quanti vorranno curarsi da lui a Monti.

Conclude Roberto Giacobbo la sua rubrica ricordandoci che l’acido acetilsalicilico fu scoperto per caso dagli antichi greci, i quali, scoperte le proprietà benefiche delle foglie di salice, lo usavano per abbassare la febbre. Oggi continua la sua azione benefica nel noto formato di pasticca denominata Aspirina.

Niente magie dunque, ma una combinazione fra Natura, Scienza ed Esperienza, ingredienti più che sufficienti per migliorare la salute e guarire le ferite, senza effetti collaterali… Business permettendo.

Vincent
Scrittore, Musicista, Informatico

Fonti : SardegnaCultura.it, Focusardegna.com, libro “101 cose da fare in Sardegna almeno una volta nella vita” di Gianmichele Lisai, trasmissione TV “Freedom oltre il Confine” di Roberto Giacobbo