Il profumo dei ricordi ghiacciati di Corina Ardelean

Dalla quarta di copertina:

Laura, felicemente sposata e con due figli, è vittima di un incidente stradale. Al suo risveglio, non ricorda nulla. Sa solo di chiamarsi Isabel, di abitare a Vienna, e di essere una escort. Le sorge il sospetto che qualcosa non collimi, ma non ha nulla che possa testimoniarle il contrario, nulla a cui appigliarsi: i suoi ricordi sono ghiacciati.

Alessandro, suo marito, deve d’un tratto ricostruire tutte le sue priorità: rivedere il ruolo che il lavoro aveva nella sua vita e reinventarsi il rapporto con i figli, dei quali si trova a doversi prendere cura in maniera più intima e partecipe di quanto avesse mai immaginato.

Romanzo sincopato, travolgente, iper-moderno, con la leggerezza di una fiction e la meraviglia di una fiaba, Il profumo dei ricordi ghiacciati si snoda su questo duplice binario. Grazie alla delicata analisi psicologica dei protagonisti e al fitto intreccio di punti di vista, può coinvolgere e “sgelare” l’olfatto di ogni lettore.

Recensione

Cosa si potrebbe provare nel perdere i ricordi di una vita?

A tutti è capitato d’aver smarrito un oggetto, d’aver abbandonato una relazione, d’aver perso una o più occasioni. Ma cosa succederebbe se fossero i riferimenti a scomparire? Se fossero i punti fermi, le certezze che danno forma e sostanza alla nostra esistenza, a dissolversi d’improvviso? Se fossero i sentimenti o gli odori di una via, se fossero i rumori della città, il luogo dove viviamo e dove siamo cresciuti, o il suono del nostro nome a svanire nel nulla? Quale sarebbe la nostra reazione?

Ne “Il profumo dei ricordi ghiacciati” la scrittrice Corina Ardelan scava nella psiche di Laura, una donna che, nel ruolo di madre, di moglie e di figlia, perde la memoria e le certezze del passato.

Con un lavoro articolato e certosino, l’autrice fa emergere dubbi e paure, caratterizza la forza e le fragilità di una donna che tenta d’approcciarsi a una nuova esistenza. Vita che le è stata affibbiata con la forza da Mario, un losco faccendiere, come potrebbero infilarci un abito che veste senza difficoltà ma che non ci appartiene.

I diversi sentimenti convivono nel suo animo, combattono per sopravvivere a una situazione che la disorienta.

I ricordi riemergono rari, sono lenti e confusi da non permetterle di ritrovare l’identità perduta, al punto da non lasciarle che una scelta: provare a rinascere e a ripartire da zero. Potrebbe apparire una soluzione di comodo, addirittura potrebbe essere un espediente ottimale per chi avesse vissuto nell’insoddisfazione e nella noia. Per chi dovesse ripetere gesti vuoti, in famiglia, nelle amicizie e nel lavoro, mosso dalla stanchezza di una monotona quotidianità. Non è il caso di Laura che, mentre tenta di ricomporre il puzzle di una vita, percepisce i vecchi ricordi stridere al suo interno. Le graffiano l’animo e non le permettono d’abbandonare il passato con la facilità che in certi momenti agognerebbe. Gli amori e i vecchi affetti le rimangono attaccati alla carne, li sente lontani ma intuisce che sono piacevoli.

L’autrice è abile a gestire e dosare via via quest’insieme di sentimenti contrastanti. Lo fa con uno stile chiaro e scorrevole, a tratti poetico. Trascina e coinvolge il lettore in una trama colma di intrighi e colpi di scena. Caratterizza ogni personaggio della storia, ne costruisce minuziosamente la personalità e il vissuto, cosa che non ho mai visto in nessun altro romanzo. In questo senso non ci sono mai comparse o figure secondarie: Irina, Katia, Gheorghe, Mag, Ilaria e via discorrendo, entrano tutti di prepotenza nella trama e si creano un ruolo da comprimari.

L’autrice ha affrontato una prova non facile e la supera in modo brillante perché, con grossa probabilità, è, prima della sua stessa protagonista, una persona dotata di grande sensibilità e ricca di passione. Di certo, una scrittrice completa e creativa.

Di Gabriele Loddo