Una Sirena a Settembre

Una Sirena a Settembre

di

Maurizio De Giovanni

Einaudi

Le vicende in cui viene coinvolta Mina Settembre, sociologa del consultorio Quartieri Spagnoli  Ovest di Napoli, questa volta sono due e mettono in campo diverse sirene… Il primo fatto rischia di mettere in crisi il rapporto che lei e i suoi colleghi hanno faticosamente costruito con gli abitanti del quartiere:

Percepì ostilità, addirittura riprovazione; una donna dal peso stimabile attorno al quintale e mezzo[…]mimò con chiarezza la parola schifosa, salvo poi distogliere lo sguardo come non riuscendo a sopportare la vista di  Mina

A chiarire la situazione è la visita di tre donne di mezza età, venute in consultorio a farsi portavoce dell’indignazione popolare. Una televisione locale TeleSirena, (ed ecco qui la prima sirena) ha mandato in onda una scena di povertà estrema svoltasi nel quartiere. Il protagonista, un povero bambino, Geppino, è stato ripreso mentre tra cumuli di spazzatura si contende un tozzo di pane con un cane. Cosa non vera che ha destato l’indignazione generale

Signori’, non ci siamo capite allora. Questa cosa non è vera. Non è di questo quartiere.

E siccome nel corso del programma si è attribuita la colpa del terribile degrado ai servizi sociali:

Siete voi  che la dovete risolvere[…] E se non la risolvete, se ci lasciate lo scuorno in faccia, allora non siete una di noi. Né voi né il collega vostro. E non siete più graditi.

La seconda vicenda ha tra i protagonisti un’altra sirena, (ma nella storia ve ne saranno diverse, per lo più ingannevoli e seduttive come solo le sirene sanno essere)

Una ragazza, bella bellissima, due occhi neri profondi e un viso che sembrava di porcellana[…]

La ragazza si chiama Ester e come tutte le sirene, ha una voce incantevole

Prende la chitarra, una cosa vecchia e mezza scassata che stringe il cuore, e comincia a cantare […] un usignolo.”

Ester però è costretta a vivere su una sedia a rotelle perché il padre, un poco di buono poi morto in un incidente, da bambina l’ha fatta cadere dalle scale. Il fratello, Marco ( anche lui ha a che fare con una sirena che si è fatto tatuare sul braccio) vuole a tutti i costi che la sorella torni a camminare e per procurarsi il denaro di una delicata e costosa operazione in Svizzera, pur essendo un bravissimo ragazzo, si caccia in un grosso guaio.

I due fatti coinvolgono (manco a dirlo) oltre che Mina, il collega e ginecologo Mimmo Gammardella, innamoratissimo di lei; le amiche del cuore, l’ex marito, il magistrato Claudio De Carolis e la sua nuova compagna, Susy Rastelli.

Entrambe le vicende, com’è prevedibile, saranno risolte felicemente anche per l’intervento della Signora, personaggio estremamente poetico che attraversa il libro e sembra tenere in mano le fila di tutta la narrazione:

La Signora è notevole e insieme ordinaria, come ogni cosa nei Quartieri Spagnoli, nuova e viva e perenne, modernissima e antica[…] la voce è limpida e piena di emozioni, imita toni e accenti ed espressioni, sembra di vedere un film o di assistere a uno spettacolo teatrale con tanti personaggi. […] la Signora racconta.

Il romanzo porta la firma di Maurizio De Giovanni e, in sintonia con la sua narrazione, costantemente  ironica e gradevole, anche per la straordinaria capacità di caratterizzazione dei personaggi e soprattutto per la presenza immancabile della città di Napoli, si presenta, intrigante e ricco d’azione. Non a caso le avventure di Mina Settembre fanno parte di una fiction televisiva molto seguita e apprezzata come del resto tutte le altre che portano la firma dell’autore. L’introduzione  del personaggio della Signora rappresenta in fine il tocco di classe che completa la riuscita del libro. I suoi interventi, inseriti opportunamente nel corso della narrazione spesso con funzione anticipatrice dei fatti, fanno entrare il lettore in una dimensione surreale e magica che rende ancora più misteriosa  questa nuova avventura di Mina  tutta da leggere.

Maria Lucia Martinez