
All’inizio di quest’anno, un contadino ha scoperto un pavimento a mosaico sulla sua proprietà mentre piantava alberi ad Al-Bureij nella Striscia di Gaza. Ulteriori esplorazioni hanno rivelato altri pavimenti a mosaico nelle vicinanze. Le autorità competenti sono state informate e un team di tecnici supervisionato da Première Urgence Internationale (PUI) è stato inviato sul sito per intraprendere scavi al fine di comprendere l’entità e la natura dei ritrovamenti e per elaborare adeguate misure di protezione e conservazione.
Si stima che il sito copra un’area di oltre 500 mq con una profondità di un metro. In seguito all’annuncio di questa importante scoperta, il Ministero del Turismo e delle Antichità (MoTA) si è rivolto all’UNESCO chiedendo supporto tecnico e finanziario al fine di ideare un piano per lo sviluppo del sito, compresi ulteriori scavi e valutazioni, per portare infine al suo restauro e conservazione. Nel frattempo, le forti piogge durante le tempeste a Gaza hanno colpito il sito, rendendo ancora più critica la necessità di una risposta rapida.
In coordinamento con il MoTA, l’UNESCO e Première Urgence Internationale si sono rapidamente uniti per soddisfare le esigenze del sito e fornire una protezione urgente per i mosaici coprendo le fosse scavate con materiali adeguati.
Al momento della firma dell’accordo, la signora Noha Bawazir, capo dell’ufficio e rappresentante dell’UNESCO, ha dichiarato: “Nel novembre 2022, l’acqua piovana ha allagato i pozzi, il che ha innescato un’urgente necessità di attuare interventi di emergenza per pulire il sito e proteggerne gli elementi“.

Première Urgence Internationale ha sviluppato con l’UNESCO un programma di salvaguardia di emergenza per pulire il mosaico dopo la tempesta di novembre, coprire le fosse scavate con geotessile e proteggere il sito con sacchi di sabbia e predisporre un adeguato drenaggio dell’acqua.
Attraverso questo accordo di partenariato, l’UNESCO ha ribadito il suo impegno a fornire gli strumenti, le competenze e la consulenza tecnica per salvaguardare e proteggere la cultura e il patrimonio culturale in Palestina.
Première Urgence Internationale ritiene che il patrimonio culturale possa fungere da potente strumento per lo sviluppo sociale ed economico creando nuovi spazi protettivi e promuovendo la coesione tra la popolazione.
Tecnici e giovani laureati coinvolti nei programmi di conservazione del patrimonio hanno riferito di aver acquisito maggiore conoscenza e consapevolezza sul patrimonio culturale palestinese, migliorato il benessere, sentendosi più sicuri e più responsabili nelle loro interazioni sociali all’interno dei siti e oltre.
“Crediamo che riformulare il rapporto dei palestinesi con il loro patrimonio culturale e i siti archeologici, attraverso l’emancipazione dei giovani e il potenziamento delle loro capacità, consentirà ai giovani palestinesi di passare dall’eredità di questo patrimonio a un futuro più luminoso”.
credits UNESCO