FAI, i luoghi del cuore. Vince la ferrovia delle meraviglie

Che cosa sono i Luoghi del Cuore? È come se infinite piccole fiammelle venissero accese nelle città, nei paesi aggrappati alle colline, lungo le frastagliate coste, attraverso le pianure, in mezzo agli alberi dei boschi, lungo i fiumi…sono quei luoghi che gli uomini hanno amato, vissuto, intravisto, sognato, con nostalgia ricordato. Giulia Maria Mozzoni Crespi

Il 25 febbraio scorso sono stati annunciati i vincitori del 10mo Censimento. Con ben 2.353.932 voti, gli italiani hanno voluto dimostrare il loro amore per il patrimonio culturale e ambientale italiano: il miglior risultato di sempre per il censimento del FAI. Una partecipazione sorprendente che nell’anno del dramma del Covid-19 si carica di significato e racconta di un’Italia coesa, vitale e fiera delle proprie bellezze, che guarda al futuro con speranza, nonostante tutto.

Ha vinto la ferrovia delle meraviglie, che collega Cuneo-Ventimiglia-Nizza.

Un luogo che ne racchiude in sé molti altri – come spiegano i sostenitori della sua candidatura – una straordinaria opera dell’ingegno umano che sfida i limiti fisici per creare un ardito collegamento tra territori e tra nazioni. È la Ferrovia Cuneo – Ventimiglia – Nizza, pensata e realizzata quasi due secoli fa, che con il suo audace tracciato unisce l’Italia alla Francia, il Piemonte alla Liguria i monti al mare, la pianura alla costa… un filo conduttore che corre parallelo alla storia del nostro Paese e abbraccia la sua geografia.

Sulle sue rotaie si intraprende un viaggio che è scoperta del territorio e del suo paesaggio. Oltre 100 chilometri di emozioni durante i quali scorrono dal finestrino la pianura piemontese, le coste della Liguria di ponente e della Costa Azzurra francese, i parchi naturali delle Alpi Marittime e del Mercantour. Una testimonianza del genio e dell’intraprendenza dell’uomo: in meno di cinquanta chilometri in linea d’aria supera un dislivello di mille metri, in un territorio affascinante ma straordinariamente impervio.

La sala dei Pavoni – Castello di Sammezzano

Al secondo posto, con 62.690 voti, il castello e parco di Sammezzano a Reggello, in provincia di Firenze. circondato da un ampio parco, l’edificio principale è una costruzione eclettica con prevalenza di stile orientalista, effetto della ristrutturazione ottocentesca di una grande fattoria edificata nel 1605 per volere della famiglia Ximenes D’Aragona. La storia del luogo è però più antica e viene fatta risalire all’epoca romana. Lo storico Robert Davidsohn, nella sua Storia di Firenze, afferma che nel 780 potrebbe esserci passato Carlo Magno di ritorno da Roma, dove aveva fatto battezzare il figlio dal Papa. La tenuta di cui fa parte il castello appartenne nei secoli a diverse importanti famiglie: gli Altoviti, poi, per volere del duca Cosimo, a Giovanni Jacopo de’ Medici, che infine la vendette a Sebastiano Ximenes. Tali beni restarono alla famiglia Ximenes d’Aragona fino all’ultimo erede, Ferdinando, che morì nel 1816. In un cabreo redatto dall’ingegnere Giuseppe Faldi nel 1818, il castello appare come una struttura di consistente volumetria, con bastione e scalinata d’entrata, nella parte opposta a quella delle attuali scale di accesso e di cui oggi non c’è più traccia. Poi, in seguito ad un lungo processo relativo al testamento di Ferdinando Ximenes, i beni, il nome, lo stemma e i titoli della famiglia Ximenes d’Aragona, nonché la vasta tenuta di Sammezzano passarono al primogenito di Vittoria, sorella di Ferdinando, e moglie di Niccolò Panciatichi.

Al terzo posto, il Castello di Brescia con 43.469 voti. Poderosa fortificazione sulle pendici del colle Cidneo (termine cinquecentesco che rimanda alla leggenda della fondazione della città da parte del re ligure Cidno): è un complesso vasto e articolato, ricco di testimonianze architettoniche che confermano l’antichissima funzione difensiva del colle, il suo legame con le origini della città e il passaggio delle diverse dominazioni. Il Mastio centrale, le imponenti mura merlate e il torrione narrano di un’influenza viscontea, mentre i possenti bastioni e l’ingresso monumentale con ponte levatoio testimoniano della potenza della Serenissima, che resse la città per più di quattro secoli. Ma i primi insediamenti sul colle risalgono addirittura all’età del bronzo e fu grazie ai Romani che il colle venne inserito all’interno delle mura della città. Suggestivi il giro delle torri e la Strada del soccorso, una via di fuga viscontea che ha segnato gli assedi succedutisi nella storia della città. A oriente del Mastio, sulla sommità della rocca, si trova il vasto piazzale dove si leva la Torre Mirabella, del XIII secolo, ma su base tardoromana e con sopralzo del ‘400. Il Mastio ospita il Civico Museo delle Armi Luigi Marzoli, con più di mille pezzi che danno una significativa campionatura della produzione armiera milanese e bresciana dei secoli XV-XVIII. All’interno, inoltre, sono visibili i resti delle fondamenta del tempio romano.

I primi 10 classificati alla decima edizione de I Luoghi del Cuore