Il problema Achille Lauro

“È scandalo! È scandalo! È scandalo!”

Oramai non è neanche più divertente sentire queste parole: Achille Lauro ha fatto questo! Andrebbe scomunicato e censurato!

Il cantante Achille Lauro ha, per l’ennesima volta, fatto parlare di sé con la sua esibizione durante la prima serata di Sanremo 2022. Cantando la canzone “Domenica”, Achille ha simulato un battesimo sul palco, alzando le voci indignate del pubblico da casa e degli organi del clero. In sostanza, come il pubblico italiano ormai si è abituato, ogni volta che Achille Lauro entra in scena, ci si aspetta un finale bomba. Proprio questo suo punto di forza diventa il suo più grande punto debole.

Achille Lauro non presenta nessun talento.

Perché queste parole?

Da quello che si evince da ogni sua esibizione live, l’obiettivo del cantante è quello di far parlare di sé, e non della propria musica. Questa prende anzi un posto secondario, se non addirittura terziario. Domenica, la canzone presentata alla 72° edizione del festival dei fiori, è una riproposizione di tutto quello che abbiamo già sentito dei brani di Lauro. Già da “Me ne frego”, brano presentato nel 2020, si sentiva puzza di stantio; tant’è che la canzone di due anni fa veniva già additata come la riproposizione di “Rolls Royce”, il brano che ha portato Lauro al successo. La musica non ha quindi valore; trovava la sua originalità (neanche troppo spiccata dato che Rolls Royce era un revival del vecchio rock and roll) solo nel primo tempo, ma oggi ha perso qualsiasi fascino.

Il problema più insidioso è però riguardante il “creare scandali”.

Achille Lauro sa che tasti premere per scatenare determinate conseguenze, e per avere un successo assicurato. Egli sta fondando però tutta la sua carriera su questa unica caratteristica, creando scandali ai quali il pubblico medio non da neanche più peso, rendendo quindi fallace anche il punto motrice del progetto Achille Lauro. Il cantante affronta il palco in maniera “economica”, lasciando fuori la parte artistica dell’esibizione. L’essere uno scandalo dovrebbe uscire fuori dalla propria arte, e non il contrario. Nel meccanismo di Lauro vediamo invece che l’arte è assoggettata dalla brama di fama. Questo è anche affermato dalle parole di Achille Lauro stesso, che nel dopo festival del 2020, alla domanda sul perché la canzone che aveva presentato alla competizione non fosse una gran canzone, l’artista ammise che il suo obiettivo non era quello di fare musica, ma di essere ribelle e scandaloso. E a suo dire la musica non c’entra quindi niente con il suscitare emozioni impattanti, dato che essa fa solo da sfondo.

Matteo Abozzi