la pandemia delle regioni
Batterio della peste

L’ultima pandemia a Venezia risale al 1629/1633 e si diffuse in tutto il Nord, passando per l’Emilia Romagna e arrivando fino a Firenze. Milano fu la città più colpita. L’epidemia è nota come la peste manzoniana e fece più di un milione e centomila morti. Perché sottolineiamo questo? Per la grande somiglianza con la pandemia di oggi. Il Nord fu il più colpito, allora come oggi, sia come morti sia come disastro economico. La grande differenza tra quel periodo e la situazione attuale è che, mentre in quegli anni tutto il Nord era diviso in stati indipendenti, oggi si è soggetti ad un potere centrale. In quell’epoca i governanti vivendo il territorio, amando la propria terra e ascoltando le loro genti presero le decisioni necessarie prima per fermare la pandemia e dopo per incentivare l’economia per la ripresa. Oggi tutto parte dal governo di Roma che non vivendo il territorio e ascoltando parzialmente le esigenze delle Regioni impone direttive che non sempre sono corrette rispetto alle sostanziali differenze territoriali.

Italia e le sue Regioni

Per questo moltissini di noi veneti siamo dei grandi sostenitore dell’autonomia di tutte le Regioni. Ogni Governo regionale dovrebbe poter decidere in funzione del territorio conoscendo in modo diretto le esigenze della popolazione. Inoltre i politici sono così controllati dal popolo e se sbagliano pagheranno più velocemente. Al posto del Senato ci dovrebbe essere l’Assemblea delle Regioni con i propri governatori o i loro rappresentanti  e questo comporterebbe un dimezzamento dei deputati con un notevole risparmio economico. Lo Stato centrale dovrebbe fare  da controllore ed essere super parte politicamente e collaborare con tutte le Regioni per il bene della nostra Nazione.

Facciamo un esempio: Il primo ministro si deve interfacciare  con tutti i governatori regionali. Il ministro della salute si interfaccerà con gli assessori regionali della salute e così via lasciando più  spazio allo Stato di fare una decente politica estera  e cosi potersi concentrare di più sulla riduzione del debito pubblico attraverso la lotta agli sprechi dello Stato, quantificato in circa duecento miliardi di euro. La lotta alla malavita organizzata quantificata in trecento miliardi (dato in difetto), la lotta all’evasione fiscale cento miliardi circa. La lotta alla corruzione quantificata in settanta miliardi e anche questo è un dato in difetto.

Lascio a voi fare il totale .

Ma tutto questo è un sogno dicono che sognare faccia bene alla mente e al cuore. Chissà  che un giorno le nuovissime generazioni saranno capaci di trasformare questo sogno in realtà

Alessandro Zulian