Nutraceutica parte II

Tempo fa abbiamo parlato dei superfood, ovvero di quegli alimenti particolarmente ricchi di principi attivi il cui consumo, nell’ambito di una dieta equilibrata, può essere funzionale al trattamento di alcuni stati patologici o alla loro prevenzione o ancora al mantenimento delle condizioni di benessere dell’organismo.

Quanto enunciato sta alla base della nutraceutica, una disciplina che è nuova come l’uomo del Paleolitico, direbbe Gabbani. Se Ippocrate avesse un profilo Instagram avrebbe milioni di followers, nel senso che quello che lui diceva nel IV secolo a.C. è stato spacciato per una novità degli anni 2000.

Ve l’ho già detto, lo so, ma io adoro la filosofia di Ippocrate e la sua applicazione nell’ambito della medicina.

La volta scorsa abbiamo fatto una carrellata veloce sui superfood più in voga del momento, soffermandoci su quelli utili al potenziamento delle difese immunitarie.

Oggi voglio parlarvi della curcuma e delle sue proprietà che la rendono l’antiinfiammatorio fitoterapico d’elezione.

La Curcuma è un genere di piante erbacee perenni, che comprende più di ottanta specie conosciute. Cresce spontanea nelle aree a clima tropicale ed è tipica dell’Asia.

La specialità più adoperata in fitoterapia è la Curcuma Longa e la parte che si utilizza è il suo rizoma, riconoscibile dal colore giallo-arancione e dall’odore caratteristico.

La Curcuma è un policomposto pazzesco: contiene oltre 230 principi attivi, di cui i più importanti sono i curcuminoidi. La maggior parte dei benefici che la Curcuma è in grado di fornire dipende dalla curcumina, che conferisce alla pianta le proprietà antiinfiammatorie, epatoprotettive, antiossidanti e neuroprotettive per cui è conosciuta e utilizzata in Oriente da oltre tremila anni e che sono le stesse che la medicina moderna ha confermato.

Lo stress ossidativo, cioè la trasformazione di prodotti dell’Ossigeno ma anche dell’Azoto in specie reattive in grado di interferire con processi intracellulare indispensabili per la vita, è alla base di diversi disordini metabolici, cardiovascolari e neurodegenerativi. La curcumina, grazie alla sua struttura chimica aromatica, riesce a intercettare queste specie reattive e a disinnescarle.

I curcuminoidi si sono rivelati efficaci nel trattamento degli stati infiammatori acuti essendo in grado di interferire con numerosi processi patologici da cui dipende l’attivazione della cascata infiammatoria. Trova impiego come: coadiuvante nel trattamento dell’aterosclerosi, sia per le sue proprietà antiossidanti che antiinfiammatorie; nella gestione del dolore cronico da artrite o da disfuzioni osteoarticolari; nella sindrome premestruale, essendo tra l’altro in grado di agire sul sistema serotoninergico, sfrutta la sua efficacia sul trattamento dei sintomi fisici e sulla regolazione del tono dell’umore.

Numerose evidenze suggeriscono un potenziale ruolo dei curcuminoidi anche nella modulazione del metabolismo glucidico e lipidico. La curcuma, quindi, è capace di stimolare la sensibilità cellulare allo stimolo insulinico e aumentare la captazione intracellulare di glucosio; inoltre, riduce la produzione di colesterolo “cattivo”. Questo giustifica l’utilizzo della curcuma nel trattamento dei disordini metabolici: nei pazienti diabetici riesce a migliorare la circolazione locale, i livelli di glucosio circolante e ridurre il rischio associato di retinopatia; in quelli affetti da sindrome metabolica e negli obesi determina un miglioramento del profilo lipidico e riduce lo stress ossidativo e lo stato infiammatorio che spesso risultano associati: ottimi risultati si sono ottenuti anche su soggetti affetti da steatosi epatica (il cosiddetto “fegato grasso”) non alcolica, di cui spesso sono affetti gli obesi.

Esistono in commercio numerosi farmaci fitoterapici che contengono curcumina.

Il consiglio che vi do è quello di valutare la quantità di principio attivo pro dose presente, perché dalla quantità e soprattutto dalla formulazione che ne garantisce la maggiore biodisponibiltà dipendono l’efficacia della terapia.

Anche per questa settimana dal mio angoletto è tutto.

Dr.ssa Claudia Cocuzza

Bibliografia

Mantzorou M. et al. “Effects of curcumin consumptionon human chronic diseases: A narrative review of the most recent clinical data (Phytotherapy research 2018).

Salehi B. et al. “The therapeutic potential of curcumin: A review of clinical trials” (European Journal of Medicinal Chemistry 2019)

EMA European Medicine Agency e HPCM Committee on Herbal Medicinal Products “European Union herbal monograph on Curcuma longa L., rizhome” september 2018