Come fare la lista dei buoni propositi e poi realizzarla

Avete fatto la lista dei buoni propositi per il 2021?
Ogni anno facciamo liste su liste di intenzioni, propositi, cose che si vogliono fare, sogni, idee… ma poi? Le realizziamo?

Finisce tutto in una palla accartocciata nel cestino e una grande frustrazione in corpo per non aver fatto nessuna, o solo alcune, di quelle cose nella lista.

Perché?

Le possibilità possono essere due:
Scriviamo male le nostre liste.
Siamo dei procrastinatori nati e quindi una lista ci serve a ben poco. O ci fa paura.

Se scriviamo male le nostre liste, e nella maggior parte dei casi è così, non lo sappiamo.

Le to-do list generalmente sono costruite per dei piccoli task quotidiani da portare a termine quotidianamente.
Andare a far la spesa, ritirare l’auto dal carrozziere, portare le bimbe a scuola di musica, preparare la cena e così via.

E molti di questi compiti solitamente li lasciamo fuori dalla nostra to-do list proprio perché li diamo per scontato, sono azioni che magari svolgiamo quotidianamente a cui non facciamo più caso perché sono entrate nelle nostre abitudini.

SBAGLIATO!

Iniziamo a scrivere bene le nostre to-do list per non sentirci sopraffatti

Scriviamo TUTTE le attività quotidiane che dobbiamo fare e associamoci un tempo di realizzazione. Ritiro la biancheria in lavanderia, mezz’ora, ritiro della macchina dal meccanico, un’ora, andare a far la spesa, due ore. Così riusciamo a dare una durata realistica delle cose che dobbiamo fare.

Seconda cosa, DIAMO DELLE PRIORITÀ.
Un task importante al giorno, che può essere importante per il tempo che ci prende o per l’importanza che ha nella giornata, tre task medi e cinque task piccoli, che potrebbero essere le vostre attività quotidiane che fanno parte delle vostre abitudini e che non scrivete nemmeno più nella vostra to-do list, ma che ci sono e che impegnano del tempo nella vostra giornata.

Bene ora che avete imparato a mettere un’ordine nella vostra to-do list quotidiana, impariamo a mettere ordine anche nella lista dei buoni propositi, che è nient’altro che una lista con dei “progetti a lungo termine”.

Volete avere un anno soddisfacente e riuscire a portare a termine tutti i vostri buoni propositi?
Dovete cambiare, se non altro, punto di vista sulla vostra lista e sul modo di compilarla.

Partiamo dagli obiettivi. E scriviamoli nel modo corretto. Immagino già un vostro buon proposito

Voglio fare un viaggio ai Caraibi
Chi non lo vorrebbe, dopo un anno così!?!?

A differenza di una to-do list quotidiana, un viaggio ai Caraibi è un progetto a lungo termine e non si risolve solamente con un giro in lavanderia e una valigia preparata.

Il primo trucco è: suddividi il proposito in tutti i piccoli task da cui è composto, che potrebbero essere:

  • raccogliere i soldi, un tot al mese. Rendendolo così parte di un processo e di un obiettivo mensile
  • andarsi a informare in un’agenzia viaggi
  • verificare le ferie
  • quando lo voglio fare, che sarà suscettibile dal quando lo posso fare rispetto al punto 1
  • ma lo posso fare? E se non fossero i Caraibi ma fossero le Maldive? Più vicine e meno costose?

Charles Duhigg, premio pulitzer e autore di “Smarter, faster, better: il segreto della produttività nella vita e nel lavoro”, dopo svariati incontri con neuroscienziati e psicologi ha ideato un metodo infallibile per migliorare le vostre to-do list applicandoci questo processo.

Molti si sentono sopraffatti dalla lunga lista di cose da fare, dalla lista di cose che vorrebbero fare a tal punto da… gettare la spugna e non farle, o non iniziarle mai.

Nel suo processo Charles Duhigg spiega come i buoni propositi si debbano inserire in un processo in cui ci siano, una pianificazione, un piano su come portarne avanti la realizzazione e come farlo sembrare più piccolo e più a portata di mano.

Questo metodo lo chiama “S.M.A.R.T. Goals”, vedi il video, in cui smart è l’acronimo dei punti fondamentali da rispettare in questo processo. I tuoi “goals”, i tuoi obiettivi dovranno essere infatti:

  • Specifici: cosa voglio che sia fatto?
  • Misurabili: come voglio misurare il mio successo? Ho bisogno di un’altra pianificazione, di altre risorse?
  • Accessibile – raggiungibile: è un obiettivo raggiungibile o lo posso ridimensionare e renderlo tale?
  • Realistico: che risorse ho bisogno per renderlo realistico?
  • Tempo: quanto tempo mi prenderà questo progetto per renderlo realizzabile e per realizzarlo? E SOPRATTUTTO, diamoci un tempo entro cui realizzarlo. Senza questo rimarrà un’idea, una delle tante cose campate in aria o di sogni poi rinchiusi in un cassetto.

Il fattore tempo è molto importante anche per non cadere in frustrazione, ma soprattutto per capire se un progetto sia realizzabile in un anno, o può servire anche più tempo per farlo! Mica tutto si può iniziare e risolvere in un anno solare!

Il fattore tempo è uno dei principali problemi per chi cade nel secondo caso, quello dei “procrastinatori seriali”.

In parte, i procrastinatori, dovrebbero esser già largamente soddisfatti da una lista bene stilata e da una pianificazione ben organizzata. Eh si, perché un procrastinatore si lascia prendere dal panico per due motivi, una mole spropositata di lavoro, che non sa come e quando iniziare e che lo demoralizza, e dalla paura di non riuscire a portare a casa tutti gli obiettivi che si prefissa, diventando il miglior sabotatore di sé stesso che sia mai esistito.

Con una bella pianificazione, parola di procrastinatrice, mezzo lavoro è già ben fatto e impostato.

L’altra metà? La dobbiamo far quotidianamente, trovando quella motivazione a volerci bene e prenderci cura di noi stessi creando quelle che Maura chiama “le buone abitudini” nel suo articolo.

E che allora siano buoni questi propositi!
Buoni per esser realizzati.