Elegia alla direttora

Cristina Colombera, classe 1962, nasce a Venezia dietro la Basilica di San Marco, da qui si evince la pigrizia e la voglia di star sempre in mezzo all’arte. Nelle sue vene scorre inevitabilmente acqua salsa, la stessa con cui venivano fatti i baicoli tanti anni fa, ma solo perché non poteva dire che scorre spritz come in tutte le vene dei veneziani DOC. Ama lo sport e gli animali quanto la sua unica figlia – anche se qui la sua unica figlia dissente: i gatti li chiama “amorino, tesoro della mamma e patato” mentre lei la chiama solo “Annaaaaaaaa”. Ama anche abbracciare gli alberi fin da bambina, prima che iniziasse a diventare una moda.
Giornalista pubblicista dal 1986, ex giocatrice di pallavolo, inizia il suo percorso nel mondo delle notizie a Venezia 7 per poi collaborare con La Nuova Venezia per 17 anni (che pasiensa ciò).
È stata l’unica donna a far parte della prima Commissione Mass Media della Lega Pallavolo Serie A, e per questo ottima compagna di commenti live social e visione di Olimpiadi e Mondiali, tra urla e grida da far impaurire i vicini di casa. E tra un commento e l’altro nacque la rubrica dello sport.
Da oltre vent’anni si occupa anche di uffici stampa e pubbliche relazioni.
In giovane età faceva traduzioni di latino per il fratello, senza vocabolario, a tal punto che parlava anche nel sonno in lingue sconosciute e latine.
Vorrebbe un mondo fatto di anziani, bambini e animali. Vive con due mici trovatelli calabresi e migliaia di libri. Nel 2011, stanca del giornalismo strillato e sensazionalistico, fonda (e continua a dirigere) Il Giornale delle Buone Notizie. Nella vita e nella sua professione ha scelto la gentilezza: cuore di burro, ama scrivere delicatamente “in punta di penna”, convinta com’è che si possa dire tutto, dipende sempre come lo si dice. (GS)

Crede nel destino e negli incontri “fortuiti”, mezza redazione de Il Giornale delle Buone Notizie infatti l’ha conosciuta così, sbattendoci contro mentre camminava con uno smartphone in mano.
“Nel lontano 2011 Cristina venne a Milano per seguire un corso per conto dell’azienda di Montecatini per cui lavorava. Il luogo era vicinissimo a dove lavoravo io e fu l’occasione per poterci incontrare e conoscerci di persona. Cenammo in un ristorante li vicino e chiacchierammo a lungo, fino a tardi. Il Giornale delle Buone Notizie era agli esordi, e fin dall’inizio un gran successo. Il discorso volse poi su argomenti religiosi, tipo ateismo, agnosticismo, deismo, teologia e quant’altro. “Tu sei credente?” – mi chiese – “quale di queste tendenze si avvicinano di più al tuo credo?”. Io risposi: “Io sono… zeroteista”. E fu così che mi fregai con le mie stesse parole. Dopo una lunga digressione sullo “Zeroteismo” da me inventato lì per li, mi disse : “Bene, adesso tutti questi bei discorsi li riporti in un articolo sullo Zeroteismo. Ce la fai per sabato?”. Un duro colpo per la mia pigrizia, forse il miglior articolo ch’io abbia mai scritto, e fu subito amore… giornalistico, il più duraturo della mia vita 😊” .

Ma è così, la vita è quella cosa che ti succede mentre stai facendo altro, dicono.
Come incontrarsi a una fiera “E tra tante persone due, di nero vestite ed eleganti, sorridenti e accattivanti: ce ne regala un pacchetto? Mi dice una di loro con un sorriso che non rendeva giustizia a quello che esprimevano gli occhi. Galeotto fu un pacchetto di patatine! E da allora mai più ci perdemmo, nonostante lunghi silenzi”. Che poi si sa che mentre si mangia non si parla con la bocca piena, pure tu Ettore, dai!
Oppure commentando su Facebook la semifinale dei mondiali di pallavolo maschile, “tra una battuta ed un commento sullo Zar della nostra Nazionale, tra la Reyer e il dover scrivere di sport ecco che il mio voler creare un blog sul Sior Pare prese il sopravvento” perché “è un’idea bellissima e ora hai lo spazio per farlo”. E come per Anna è successo anche per Michelle, la sua “sorella separata dalla nascita” che ha sempre desiderato scrivere ma non ne ha mai avuto modo.
“Grazie a lei, nei primi tepori di maggio ho riscoperto l’esistenza del giornale e ho conosciuto quella splendida donna che è Cristina che mi ha accolto nella sua famiglia senza troppe domande regalandomi la realizzazione di un sogno tenuto nel cassetto per troppo tempo: scrivere. Un grazie speciale a lei per tutto!”. Che poi fa ridere scoprire che nel lontano 2012, ascoltando Pinocchio su Radio Deejay per la prima volta ha sentito parlare de Il Giornale delle Buone Notizie. Le coincidenze…

Altre volte invece è proprio la vita a sbatterti contro delle situazioni per farti allargare le tue cerchie.
“Un tornado ci ha fatto incontrare, Sorridendo alla vita. E malgrado le distanze, i silenzi, le lunghe attese, non ti libererai di me… Sono il tuo grillo parlante” dice Cristiana, una volontaria conosciuta dopo lo straziante tornado del 2015 in Riviera del Brenta in cui, sia come giornalista, ma prima ancora come persona, non poteva mancare la forza dirompente di Cristina nell’aiutare e diffondere fiducia e amore alle persone colpite. “Chi nasce tondo non può morire quadrato, chi nasce con un cuore grande non può esimersi dal donarsi e questa sei tu!” – dice il Ciba, ma questa è solo una delle tante citazioni dalle persone che hanno incontrato Cristina. E così con l’aiuto del suo gran cuore e della voglia di aiutare fioccavano eventi solidali per raccogliere fondi da donare alle famiglie e al comune. “Fu così che la incontrai, dietro un banchetto per raccogliere fondi con le magliette a una festa a Noale. “Mettite a magetta del tornado e vien qua che te spiego” – così è iniziata quella sera, per poi finire a cantare sotto palco le canzoni della cover Band della Pausini a squarciagola. Che poi una sorella d’anima la riconosci subito quando la trovi, e così è stato trovarsi e ritrovarsi in tutto”.

È la forza della nostra direttrice, anche se preferisce direttore perché il femminile le ricorda troppo la geometria in cui era una frana. La sua forza è proprio questa. Dirompente come quella di un tornado ma totalmente piena di amore, che ti avvolge e ti accarezza cercando di sollevarti e portarti in salvo. E con questa missione porta avanti il Giornale “Abbiamo la fortuna e la possibilità di portare del bene e far del bene alle persone”.
È così anche quando arrivano notizie, come quella di Momò, in esclusiva il venerdì, “ma noi usciamo il sabato, non importa, diffondi sui tuoi social l’appello intanto che è più importante salvare quest’anima che un articolo sul giornale”.
In quei momenti capisci l’amore che riveste la mano di questa penna.
Lo stesso amore che ricerca, e trova, le anime affini degli scrittori gentili sotto lo stesso tetto di questo giornale. E quando questo cuore ricerca può trovare solo cuori altrettanto grandi.
“Per me fu un incontro semplice che mi ha avvicinato a una persona gentile che nulla chiede e per ogni cosa ringrazia, offrendo luce e amore… Motivo dell’incontro, la sua ricerca di un astrologo per la redazione di un oroscopo sul Giornale. Maura fu intermediaria e, quando al sentirci ho proposto a Cristina in vece dell’oroscopo degli articoli di Astrologia che scrivo, lei ha accettato con entusiasmo. E quindi ecco nascere il Menestrello delle Stelle, un bacio Cristina e buon Genetliaco (compleanno in astrologhese😂) 😘” .
Ed è lo stesso che sente anche a distanza queste affinità elettive che ci legano gli uni agli altri “In un periodo di distanza forzata, dove incontrarsi di persona è difficile, il telefono è diventato particolarmente importante e per una coincidenza ecco che l’incontro è stato di numeri, poi di voci, uno scambio di pensieri con una persona che vede un mondo più gentile e lo scrive, assieme al team degli “scrittori gentili”, riportando speranza a tutti quelli che ne hanno bisogno. E visto che questa di per sé è una buona notizia, anche la Rosa di Gueldre che ne porta il significato fa gli auguri alla fondatrice ;)” – perché oltre a saper scrivere, prima di tutto bisogna saper ascoltare.
“Io e Cri invece ci siamo conosciute tramite “Le belve”, non quelle che occhio, possono sbranarti, ma un romanzo per cui avevo scritto una recensione. Colse l’occasione per chiedermi:”So che non c’entra niente, ma visto che ci siamo, che ne diresti di salire a bordo con una rubrica tutta tua?”
Era mezzanotte passata. “Grazie, ci penso un paio di giorni e ti faccio sapere.” L’indomani alle 8 è nato l’angolo del farmacista ❤️ “

E così tra un comunicato stampa e un altro, sempre col naso sui libri o immerso nello smartphone, la nostra Direttrice finisce per non accorgersi più del tempo, di quei delicati equilibri di veglia/sonno che il mondo di cui la circonda è fatto, se ne accorge solamente quando lo stomaco gorgoglia a tal punto da farle guardar l’ora e accorgersi che “Oh cacchio, ho saltato il pranzo! Sono le 20, e non ho nemmeno comprato le pappe ai gatti, che disastro che sono!”

Ma qui arrivano i nostri Eroi a salvarla, perché Argo racconta che “Io e la mia amica Giulia eravamo andati a cena al Gran Cane d’oro. Mentre mangiavamo il piatto della casa, cucinato dal famoso chef Fidobau, cosa succede? Cristina entra nel locale e ci guarda disperata: si era dimenticata di comprare le crocche per i suoi gatti! I negozi per animali, i supermercati, tutto chiuso, incluso le cucine del Gran Cane d’oro.
E mica io e Giulia potevamo lasciarle i micetti a digiuno!
Ci siamo guardati negli occhi e, con quello che era rimasto nel piatto, abbiamo deciso di riempire una Doggy Bag🐕🐈 “

Giulia: Cri, io ti avrei portata in trattoria da Salvo a mangiare la pasta con le sarde, ma Argo (ahimè) ha già prenotato al Gran Cane d’oro. Ti aspettiamo!!!

Tutto questo per dire, Auguri Cristina!
Da tutta la redazione e oltre.

Comunque sia, la vita è una