I Korrigans

Un’avventura tra realtà e magia

Bretagna, terra aspra e un mare aggressivo. La prima volta che sono sbarcata in terra bretone, la minuscola isola di Sein ha catturato la mia attenzione soprattutto per le sue leggende misteriose: Druidi, Druidesse, Ankou– il traghettatore di morte e gli Anaon-il popolo dei Trapassati. Il mare con i suoi scenari marini, dove si possono nascondere le sirene; le rocce a volte dalle forme umane, altre mostruose; e poi loro…il piccolo popolo bretone dei boschi: i Korrigans.

È una creatura leggendaria delle brughiere bretoni. Di aspetto esile ma dotato di una forza straordinaria; il suo arrivo è accompagnato dal suono del biniou, la cornamusa bretone.

Benevolo o malizioso, secondo dei casi, può essere estremamente generoso, ma anche capace di vendette orribili. È molto rispettato dalla popolazione, anche perché contraddirlo porta sfortuna!

Il suo nome è Korrigan, dal bretone “piccolo nano” Korr-nano seguito dal diminutivo ig e dal suffisso an.

Questi piccoli Esseri dispettosi nascono nelle grotte sotto i dolmen, ma scorazzano per le brughiere, sul bordo delle scogliere, nei campi di erica o nei pressi di sorgenti e fontane.

Il luogo privilegiato di questi Spiriti o piccoli Demoni è soprattutto Menez-Hom, la montagna bretone sacra ai Celti.

I Korrigans sono custodi d’immensi tesori nascosti nelle grotte, la porta d’accesso è sotto i dolmen. Sono estremamente ricchi, ma possono essere anche incredibilmente avari. La leggenda gli conferisce la conoscenza dell’alchimia, il che spiegherebbe la loro ricchezza.

I Korrigans sono descritti con magnifici cappelli e luminosi occhi rossi per ammaliare i mortali; oppure come Esseri piccoli, neri e pelosi, portano cappelli piatti, adorni di nastri di velluto; altre volte sono raffigurati come nani con una testa grossa, brutta e rugosa. Alcuni di questi piccoli stregoni hanno un aspetto giovanile ma in realtà sono millenari.

Si racconta che, dopo il tramonto, i Korrigans escono per ballare e invitano i mortali intorno a un dolmen, insieme danzano tutta la notte accanto al fuoco. La leggenda narra che questo rituale consente ai Korrigans di accrescere la potenza dei loro influssi magici.

Ma attenzione a cadere nel loro incantesimo! Se il mortale si unisce alla danza è inesorabilmente trascinato in una trappola infernale, dove finisce ucciso o imprigionato in una grotta, per l’eternità.

I Korrigans condividono il bosco con il popolo delle Fate e quello dei Demoni; al crepuscolo, nel sottobosco, ballano con le Streghe.

Questi Spiriti simboleggiano anche la resistenza della Bretagna alla cristianizzazione; si narra che in prossimità delle chiese si nasconda un folto gruppo di Korrigans in attesa del sacerdote che trasformano in bersaglio per i loro scherzi notturni.

I Korrigans non sono cattivi, solo machiavellici. Si divertono a giocare brutti scherzi a chiunque manchi loro di rispetto o disturbi il loro riposo, guai a chi non risponde ai loro capricci o li fa arrabbiare! Offrono sfide che, in caso di successo, danno diritto a un desiderio, ma in caso contrario si trasformano in trappole mortali che conducono direttamente all’inferno o in una prigione sotterranea senza alcuna possibilità di riscatto.

In quanto a coloro che li trattano come conviene, i Korrigans dimostrano tutta la loro gentilezza e rendono molti servizi. Si dice che durante la notte del 31 ottobre, la notte del Samain, i Korrigans si scatenano nei pressi dei dolmen, pronti a trascinare le loro vittime, i Vivi, nel mondo sotterraneo per vendicare i Morti dagli abusi subiti durante la vita terrena.

Menez-Hom e un Dolmen

C’era una volta un povero pescatore di nome Yannick. Viveva in una misera capanna, in cima a una scogliera a picco sul mare.

Una notte buia e tempestosa, Yannick se ne stava seduto davanti al caminetto, mangiando una misera zuppa con qualche crosta di pane rinsecchito. All’improvviso, un colpo secco risuonò nella notte. Il povero diavolo, per nulla intimorito, andò ad aprire la porta e una vecchia, tutta bagnata, vestita di stracci apparve tra fulmini e saette. Il pescatore la invitò ad avvicinarsi al fuoco e condividere il suo cibo. La povera donna bevve la zuppa con gusto, poi gli rivelò di essere la regina dei Korrigans. Per ricompensare Yannick della sua gentilezza, lo invitò nel suo palazzo ai piedi della scogliera. Prima di uscire gli disse di portare con sé tre borse. A mezzanotte in punto, Yannick seguì la donna nella grotta.

Centinaia di Korrigans vestiti di rosso ballavano in una grande sala illuminata dai bagliori di smeraldi e diamanti. Yannick fu trascinato dagli elfi in un giro di danze interminabile tra montagne di gioielli e scrigni pieni d’oro; la regina gli disse che poteva prenderne quanto ne voleva, MA doveva andarsene prima del canto del gallo.

Yannick mangiò e ballò per tutta la notte. L’alba era alle porte, il pescatore si precipitò a riempire le borse con l’oro, ma all’improvviso…il gallo iniziò a cantare. Yannick corse verso l’uscita il più in fretta che poté.

Ma… aveva aspettato troppo: quando arrivò a casa, aprì le borse e il suo tesoro si era ridotto in… cenere.

Al calar della notte, la regina dei Korrigans tornò a trovarlo. Aveva avuto pietà di lui, così gli offrì un piatto magico di terracotta che si sarebbe riempito di cibo ogni volta che Yannick avesse voluto. Da quella notte, il misero pescatore non ebbe più fame.

Il mito dei Korrigans è un racconto che si rinnova ogni giorno per il piacere di grandi e piccini… la storia prosegue nel libro Sein, una virgola sull’acqua. Ritratto di un’isola bretone leggendaria Ed. Il Frangente   https://www.frangente.com/libri/-search-susy%20zappa.htm

Bon vent!     @susyzappa

In attesa della prossima avventura, il viaggio in Bretagna prosegue alla mia pagina https://www.facebook.com/susyzappa.fari/