Il mattino ha il sorriso in bocca

“Hai gli occhi che ridono”. Mi saluta così Paola, la mia amica fornaia. Sono le otto del mattino e sto rientrando dalla camminata quotidiana.

Dalle sette alle otto il mondo sorride e mi sorride.

Comincia Pen, quando alle sei mi alzo e mi viene incontro col suo “miao!” cui rispondo “ciao!” e vi risparmio la sinfonia dei cinque minuti successivi con questo ritornello. Impossibile evitare di sorridere. Poi in terrazza a dar l’acqua alle piante e il sorriso della signora di fronte.

Un bicchiere d’acqua, gli integratori, la doccia, il caffè.

Le scarpe da ginnastica.

L’aria tersa e inebriante del mattino. Le cuffiette. La musica.

Da Pavarotti a Raf passando per Gershwin, la Trans Siberian Orchestra, gli Hoobastank, gli immancabili Queen e Van Halen. Scusatemi se ballo per la via.

E qui comincia l’ora più bella della giornata.

Sono ancora assonnati, in pantaloncini corti e a volte in ciabatte. Sorrido prima ai cani e poi a loro. C’è la ragazza bionda con la coda di cavallo e il cagnolino che sembra caricato a molla, il nonnino che parla col suo amico a quattro zampe, la donna seduta sulla panchina che ascolta musica. Quella che incrocio immancabilmente con le immondizie, la cicca in bocca e un batuffolo di pelo che quando mi vede impazzisce. Vorreste provare a non sorridere?

A ogni incontro di sguardi, un sorriso. Un cenno del capo, un saluto appena accennato con la mano.

Non sappiamo chi siamo eppure ci conosciamo tutti, in questo rito di passaggio dell’uscita mattiniera che assomiglia tanto alla zona neutrale dell’universo di Star Trek, al confine tra la Federazione della Gentilezza e il Regno del Nervosismo.

I due ragazzi che hanno dormito all’aperto, sotto gli alberi del parco, la felpa sulla testa per ripararsi dalla luce, ne sanno qualcosa. Ora tutti si sorridono, tra un paio d’ore partiranno le invettive sui balordi che ciondolano senza fare niente. Senza sapere chi siano e perché siano lì.

La mattina presto è il limbo temporale in cui tutti sono in pace con se stessi e quindi con il prossimo. Ancora non sono attivate la modalità “traffico on”, “coda alle poste”, “mamme in ritardo”, coda in panificio, in edicola, dal fruttivendolo, dal tabaccaio. Coda. Punto.

Perché questo periodo mette a dura prova la pazienza di tutti, c’è poco da fare.

L’uomo alla cassa della Coop l’altra mattina pareva fosse stato punto dalla tarantola ed era così incattivito solo perché la persona davanti a lui era troppo lenta per i suoi gusti. Guardo la cassiera: “Giornata difficile?” Mi guarda anche lei: “Tutti i giorni sono difficili, alcuni più di altri. La gente è sempre arrabbiata”.

E penso al ragazzo che stamattina, aspettando l’autobus, si è voltato incredulo a guardarmi mentre camminavo sorridendo da sola. Ci credereste? Dopo un secondo, ha sorriso anche lui.

Io ho continuato a ballare per la via.

cricol