L’eloquenza del fiore di loto

Nell’antico Egitto, tra le varie divinità venerate, vi era Ra. Ra nasce dal fiore di loto ed è un dio dalla duplice valenza, da un lato porta la notte navigando sulla barca notturna, Mesektet, dall’altro porta il giorno navigando sulla barca del mattino, Mandjet: nel nostro caso è importante quest’ultimo aspetto.

Il sole è il simbolo della consapevolezza, della chiarezza e dell’espressione, di conseguenza Ra assume il carattere non solo di dio del sole, ma anche di dio dell’eloquenza.

Il loto è legato al dio sia perché gli ha fatto da culla sia perché, così come il dio affronta durante la notte il viaggio per portare il giorno, così il fiore di notte si chiude per riaprirsi all’alba e donarsi all’eloquenza.

Cambiando panorama, nelle religioni induiste capita che gli dei siano rappresentati su un fiore di loto che galleggia tra le acque, questo a simboleggiare il mondo emerso, quindi venuto allo scoperto, alla luce: il significato resta il medesimo osservato prima, ancora una volta ricorre l’eloquenza.

Il loto nella florigrafia europea del XVIII secolo significava, dunque, “eloquenza”, ma oggi invece ha assunto tutt’altro significato, più conforme a ciascuna cultura.

Riprendendo la cultura orientale, il loto significa “purezza spirituale” ed è un fiore iniziatico, una rinascita.

Anche in Europa il loto ha assunto il significato di purezza, ma per motivi diversi, non perché si ricollega a un percorso spirituale, bensì grazie al colore bianco, visto come simbolo d’innocenza, quindi di purezza.

Oggi, inoltre, l’eloquenza è stata affidata all’iris, perché l’omonima dea greca era la messaggera degli dei. Tuttavia nel XVIII questo fiore era legato in generale a un “messaggio”, che è una sfumatura diversa rispetto all’eloquenza, sebbene entrambi abbiano a che fare con la comunicazione.

È logico che con il passare del tempo la florigrafia si sia adattata per diventare un linguaggio quanto più universale possibile, per arginare il rischio di fraintendimenti di sorta, tuttavia sono da ricordare le radici storiche in cui affonda, in modo da rendere il più chiaro possibile cosa vogliamo esprimere inviando un determinato fiore, a proposito di eloquenza.

Silvia Costanza Maglio