Sulle tracce di Hemingway

“I miei scritti dall’Italia hanno quel non so che di speciale che si riesce a mettere solo nelle lettere d’amore”

Hemingway

Il giovane Hemingway prestò servizio nella Croce Rossa americana durante la Prima Guerra Mondiale come autista di ambulanze. D’istanza in Veneto, si occupò anche di consegnare posta e altre merci molto apprezzate ai soldati che combattevano sul fronte, passando in prossimità della linea di tiro dell’artiglieria austriaca. Fu in una di queste occasioni che un colpo di mortaio austriaco Minenwerfer esplose pericolosamente vicino a Hemingway, ferendo il giovane scrittore e molti altri.

In barba alle proprie precarie condizioni fisiche, Hemingway si caricò sulle spalle un soldato italiano gravemente ferito, dopo averne sentito le strazianti urla di dolore. Mentre lo scrittore si stava dirigendo verso le trincee italiane relativamente più sicure, una serie di raffiche da oltre la linea nemica lo raggiunse alle gambe, trafiggendole. Contro ogni previsione, Ernest riuscì comunque a salvare se stesso e il cadetto italiano che stava aiutando, in un atto di coraggio altruistico che gli valse una Medaglia d’Argento Italiana al valore.

Era l’8 luglio 1918, data incisa nella memoria degli abitanti di Fossalta di Piave, a soli 25 km da Casier, dove avvenne l’incidente.

Poco dopo, un Hemingway semicosciente fu trasportato all’Ospedale 62, una struttura indipendente gestita dall’allora neutrale Repubblica di San Marino, situata nella municipalità di Dosson di Casier, in una splendida dimora conosciuta come Villa Toso.

La memoria del Cavalier Toso è molto viva nei cuori e nelle menti degli abitanti della zona. Dopo aver stabilito la propria residenza lungo l’argine del Sile all’inizio del XX secolo, Toso trasformò compassionevolmente la sua tenuta in un istituto di beneficenza per orfani di guerra.

La permanenza di Ernest a Villa Toso fu interrotta dal trasferimento a Milano, dove subì diversi interventi per rimuovere chirurgicamente le 227 schegge che gli avevano perforato le gambe. A Milano, Ernest si innamorò perdutamente di un’infermiera di sei anni più grande di lui, Agnes von Kurowsky, esperienza che racconterà dieci anni dopo in Addio alle armi.

Nel suo ostinato corteggiamento, sembra che Ernest abbia fatto un secondo viaggio a Casier in dicembre, in compagnia di Agnes, fermandosi in un altrettanto rinomato maniero in stile veneziano, Villa de Reali di Canossa, per chiedere alla giovane infermiera di sposarlo.

Purtroppo, il sogno d’amore di Ernest non ebbe un lieto fine, poiché Agnes avrebbe in seguito sposato un ufficiale medico, venendo meno alla promessa di aspettare il giovane scrittore.

Villa de Reali fu edificata nel XVII secolo sui terreni di un dismesso monastero benedettino, originariamente appartenuto al barone di Berlendis. Alla fine dell’Ottocento fu opportunamente ristrutturata dal senatore Antonio de Reali, che vi progettò e costruì un giardino all’inglese completo di laghetto. Ad oggi, la villa ospita un museo archeologico dedicato ai reperti romani nelle sue sale principali, mentre sezioni più appartate del maniero possono essere prenotate per eventi privati, inclusi matrimoni, conferenze e riunioni.

AP