Un’Isola di Pasqua nel cuore della Bretagna

Una saga senza tempo incisa nella pietra

Côte d’Armor. Carnoët. La Valle dei Santi è un progetto monumentale di statuaria importanza creato sulla collina di Quénéquillec, con vista mozzafiato sui Monts d’Arrée.

Ogni anno, imponenti statue monumentali alte dai 3 ai 6 metri sono installate intorno ai resti di un tumulo feudale. Realizzate in granito bretone, le statue rappresentano i Santi bretoni; monaci giunti dall’Irlanda, Galles e Cornovaglia inglese per evangelizzare la Bretagna nell’Alto Medioevo.

Dalle dimensioni delle prime statue, apparse nel 2009, la valle è stata soprannominata “l’Isola di Pasqua bretone”.

Oggi, 133 sculture conducono i visitatori attraverso storia e leggende. Ogni anno, Artisti-Scultori lavorano con abilità, creatività e forza per estrapolare dai blocchi di granito l’Anima dei Santi.

L’idea nasce da Philippe Abjean, filosofo umanista francese e militante bretone. Dal 1999, Abjean intende creare una “Valle dei Celti”che comprenda le statue dei Santi bretoni. Nel 2008, crea l’Associazione “la Valle dei Santi”, Abjean è deciso a realizzare il progetto definito folle: la creazione artistica di 1000 statue che possano perpetuare il ricordo della moltitudine di Santi bretoni e immortalare nella pietra un’epopea affascinate, rendere omaggio ai Santi fondatori della Bretagna e alla devozione popolare che, ancora oggi, li accompagna.

La Valle dei Santi è una rappresentazione scenica della mitologia bretone, che permette di comprendere la storia dei Santi, che hanno plasmato il volto della Bretagna durante il V e VI secolo.

Sulle pendici della collina, enormi megaliti richiamano l’attenzione. Ogni anno, grazie a sovvenzioni di mecenati dell’arte e donazioni pubbliche, gli Artisti possono aggiungere nuove creazioni:Saint Tugdual, Saint Corentin, Saint Paterne, Saint-Pol-d’Aurélian, Saint Samson, Saint Hernin, Saint Gildas, Saint Brieuc, Saint Malo… sono stati i primi a illustrare la leggendaria storia di Bretagna.

Un evento artistico permanente a cielo aperto che, annualmente, accoglie 300.000 visitatori. Durante il periodo di maggio/ottobre, si può assistere alla creazione di 5/7 sculture.

Inoltre, Philippe Abjean ha promosso un’altra iniziativa: il gemellaggio tra la Valle dei Santi e i giganti di pietra nella campagna bretone e l’Isola di Pasqua nell’oceano Pacifico e i giganti Moai.

L’Isola di Pasqua accoglie 900 statue monolitiche, ricavate da un unico blocco di tufo vulcanico, chiamate Moai, scolpite dagli abitanti tra il XIII e XVI secolo. I Moai sono figure umane caratterizzate da teste molto grandi appoggiate sopra blocchi di pietra. I Moai sono alti da 2,50 a 10 metri.

Isola di Pasqua – Moai

La proposta è stata accettata con entusiasmo e ufficializzata alla presenza dell’addetto culturale dell’Ambasciata cilena, in occasione dell’inaugurazione di 18 nuove statue di Santi bretoni.

Un avvenimento storico, unico nel suo genere, prevede che alcuni scultori dell’Isola di Pasqua saranno ospiti alla residenza artistica della Valle dei Santi per scolpire una statua Moai di granito bretone alta cinque o sei metri.

«In un primo tempo, pensavo che avremmo potuto realizzare la statua sull’Isola di Pasqua e poi trasportarla in Bretagna, ma mi sbagliavo, ormai nessuna pietra può uscire dall’isola», afferma Justo Pastor Mellado, addetto culturale presso l’Ambasciata del Cile.

Un gemellaggio che vedrà sicuramente altre iniziative.

«Saremo i due grandi centri megalitici del mondo, più precisamente antropologici, cioè che possiedono pietre giganti a configurazione umana» sottolinea il presidente della Valle dei Santi.

Secondo il responsabile culturale cileno molte storie legano miticamente la Bretagna all’isola polinesiana di Rapa Nui, nome dell’Isola di Pasqua nella lingua madre; se circa 27.000 km separano i due luoghi, una coincidenza storica li unisce: la spedizione La Pérouse nel 1786, su incarico di Luigi XVI.

9 aprile 1786, il comandante francese Jean-Francois de Galaup conte La Pérouse sbarca sull’Isola di Pasqua per mapparla insieme al secondo comandante Fleuriot De Langle, proprietario del terreno, dove (coincidenza) oggi sorge la Vallée des Saints

La storia prosegue…,ma per il momento, invito tutti a seguirci nella prossima puntata con le mie avventure in Bretagna.

Buona lettura condivisa e…BUONA PASQUA
@susyzappa.fari

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