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A tu per tu con… Collettivo Artemisia

Il grande diplomatico e scrittore Stéphane Hessel una volta disse: “Il peggiore degli atteggiamenti è l’indifferenza, dire “io non posso niente, me ne infischio”. Comportandovi così, perdete una delle componenti essenziali che ci fa essere uomini. Una delle componenti indispensabili: la facoltà di indignazione e l’impegno che ne è la diretta conseguenza.”

Sono qua dunque oggi a presentarvi il Collettivo Artemisia, a cui lascio subito la parola per spiegarvi il grande impegno sociale che esiste anche qua, nelle Waste Lands.


Vi definite “Collettivo Transfemminista della Riviera del Brenta”, ci potete spiegare la vostra attività?

Il nome riassume un po’ tutto: siamo un gruppo di persone, appartenenti a comuni diversi della Riviera del Brenta, che si sono ritrovate condividendo la necessità di portare nel territorio i temi e le battaglie transfemministe. Per chi non ha confidenza col termine, intendiamo sia le battaglie tipiche del femminismo, che rivendicano i diritti delle donne, sia quelle che con sguardo intersezionale cercano di liberarci da tutte le altre oppressioni, contrastiamo quindi l’omobilesbotransfobia, il razzismo, l’abilismo, giusto per citarne alcune. Le nostre attività si concentrano soprattutto sulla sensibilizzazione: organizziamo incontri pubblici invitando figure esperte che approfondiscano alcuni temi in particolare (ad esempio piacere, interruzione di gravidanza, violenza), ma abbiamo anche proposto dei laboratori all’interno delle scuole superiori, organizzato due Pride, degli aperitivi di autofinanziamento, e proposto eventi culturali che promuovessero le competenze femminili dando spazio a musiciste, attrici, scrittrici, cantanti, drag queen e figure queer. Abbiamo attivato una raccolta permanente di assorbenti e prodotti igienici femminili, che poi doniamo a strutture che accolgono donne in situazioni di difficoltà. Al momento stiamo distribuendo anche delle coppette mestruali, per un ciclo che sia sostenibile non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale. Cerchiamo infine di tessere reti con le altre realtà che insistono nel nostro territorio e si occupano degli stessi temi, per favorire una collaborazione diffusa e concreta.

Quanto è importante in questo delicato momento storico mettersi in gioco come fate voi?

Il lungo periodo dell’emergenza covid ha gravemente compromesso le attività comunitarie e le relazioni sociali, facendo ritirare molte persone nel proprio individualismo ed aggravando alcune situazioni di disagio. Siamo consapevoli che l’attivismo richiede tempo ed energie che non tutt* sono disposti a dare, ma spesso basta davvero poco per fare la differenza. Molte di noi provengono dal mondo del volontariato, ci è quindi venuto naturale mobilitarci per rispondere a quelle che ci sembravano delle necessità, soprattutto qui in periferia. Un’ulteriore spinta arriva dall’attuale scenario politico, a dir poco preoccupante, dato che vediamo mettere in discussione ogni giorno diritti che consideravamo acquisiti. È per questo che ora più che mai serve attivarsi, partecipare ed alzare la voce… altrimenti nessuno lo farà al posto nostro.

Se qualcun* che vi sta leggendo volesse darvi una mano, cosa può fare?

Beh, ci sono vari modi per aiutarci, in base al tempo e alla voglia che si hanno! Si può iniziare seguendoci sui social network (instagram e facebook) per restare aggiornati sulle nostre attività, si possono condividere i nostri contenuti, venire ai nostri eventi invitando gli amici, prendere parte alle nostre assemblee aperte dando un supporto a livello organizzativo o proponendo delle iniziative, donare assorbenti, fare un’offerta libera… la cosa più importante è partecipare!

Ringrazio sentitamente il Collettivo Artemisia per la disponibilità ed esorto tutti ad appoggiare questa impegnata realtà del nostro territorio!

Anna Castelli