A tu per tu con la biblioteca

Questo articolo tratta un argomento che sta molto a cuore la mia amica Alessandra, che mi ha smerigliato la fonchiazza finché non l’ho scritto. Ma, cara Ale, lo sai che io, alla veneranda età dei quasi cinquanta, avevo bisogno di toccare con mano questa realtà prima di scriverne, e non da mero utente.

Mi è capitato quindi di chiedere la collaborazione dell’ente bibliotecario delle Waste Lands per un evento che volevo tenere, così finalmente scoprirete cosa si nasconde dietro lo pseudonimo con cui ho sempre etichettato quello che è diventato il mio luogo del cuore. Sì, perché “Waste Lands” è semplicemente lo pseudonimo di Camponogara, un comune delle lande veneziane veramente ben organizzato.

Tutti noi conosciamo (o almeno lo spero) le biblioteche come ricettacolo di infinite storie che si possono prendere in prestito tramite libri e DVD, o come luoghi in cui trovare la pace necessaria per studiare senza distrazioni o leggersi tranquillamente un quotidiano, ma non tutti sanno che le biblioteche sono anche centro di eventi culturali organizzati con la collaborazione del loro comune.

Beh, dopo questo pippone informativo vi posso dire l’esperienza fantastica che mi è capitata.
Stavo cercando una maniera per tirare su il morale al mio coinquilino che era particolarmente triste e molto dubbioso sul fatto di essere integrato nelle nostre Waste Lands, perché il suo accento, nonostante tutti gli sforzi che io ho fatto per insegnargli la differenza tra “cùeo” e “buéo”, non risulta ancora verosimilmente veneto, e sappiamo tutti che il rispetto per la comunità parte dalla conoscenza linguistica.

Allora ho deciso di prendere quello che lui sa fare meglio, cioè il Master di giochi di ruolo, e proporre questa sua abilità per far conoscere questa disciplina al pubblico. Forse non tutti sanno che il gioco di ruolo non è solamente usato come passatempo, ma viene spesso utilizzato in ambienti lavorativi per rendere più agevole l’interazione tra colleghi oppure in terapie per aiutare i pazienti a superare momenti difficili. Beh, ho spiegato tutto questo alla bibliotecaria e all’assessore alla cultura che si sono dette entusiaste dell’idea.

Abbiamo preparato assieme la locandina, fatto un passaparola pubblicitario et voilà, l’evento è servito! Detto questo, all’ora dell’aperitivo la saletta per il gioco era piena, non vi aspettate numeri da Rolling Stones ma sono stati tutti attorno al tavolo ad ascoltare. Io ho fatto il mio cappello introduttivo da buon cerimoniere e poi ho lasciato lo spazio al Master: tocca a lui divertire il pubblico!

Da buon cane da guardia per eventi me ne sono stata fuori, facendo i miei giretti per documentare la cosa con audio e video; ho visto la gente DIVERTIRSI, presa dalla storia, d’altronde non mi aspettavo nulla di meno da uno dei migliori Master in Italia: conteranno qualcosa 40 anni di esperienza, no?

Intanto mi sono goduta la messa senza prendere fuoco, con Don Alberto che ha dato il meglio di sé come sempre, e sono arrivata a fine evento per trascinare tutti da Pier al “Craste”, che come al solito è sul pezzo.

Mi ritrovo al tavolo con i giocatori, il parroco e l’assessore che si divertono a chiacchierare e intanto organizzano i prossimi eventi di questa movimentatissima comunità. Tiriamo fuori anche l’asso nella manica: gli altri artisti che vivono da queste parti ma che non hanno mai avuto il coraggio di palesarsi. Ragazzi, siamo una comunità e dobbiamo sfruttare la nostra forza per fare squadra!

Quindi questo sarà ricordato solo come il primo di tanti eventi che animeranno le Waste Lands.
Adesso che sapete dove siamo, passate anche voi a dare un’occhiata!

Anna Castelli