Cambia nome e non ti ammali

Verso la fine degli anni novanta una ricerca americana condotta su larga scala mise in luce un dato sorprendente: le persone a cui piace il proprio nome non conoscono la depressione grave, escono dalle difficoltà e si ammalano in percentuale molto inferiore di malattie gravi.

Se il nostro nome è il suono di riferimento di tutta la nostra vita, tutte le volte che veniamo chiamati o che ci chiamiamo (come può per esempio accadere quando parliamo da soli con noi stessi) attiviamo inconsapevolmente le nostre onde celebrali, mettendo in modo stimoli bioelettrici, mediatori chimici che sono alla base del funzionamento di tutto il nostro organismo.

In tutte le tradizioni, gli iniziati devono scegliere un nuovo nome, quindi un altro suono. In molte religioni, compresa quella cattolica, quando il sacerdote viene investito per la prima volta della veste talare entrando nel mondo sacro, cambia il proprio nome. Pertanto questo significa che il suono con cui ci rappresentiamo è un’atmosfera che impregna le nostre cellule, il nostro essere, la nostra vita affettiva.

Molte mie pazienti se rimanevano incinte durante il percorso terapeutico mi parlavano del nome che avevano intenzione di dare al loro figlio/a. Erano particolarmente attente a ciò che il nome evocava in loro, alcuni nomi venivano scartati perché evocavano tristezza, sensazioni sgradevoli. Io ho sempre suggerito loro di fare attenzione nella scelta. La cosa peggiore infatti è scegliere in base alle tradizioni famigliari: chiamare i neonati con i nomi di persone morte, dei genitori, dei nonni, vuol dire inserire nel nome frequenze ereditate. Suggerisco sempre di scegliere in base al sentimento di gioia, di vitalità che suscita il nome, perché non dobbiamo impregnare di un’atmosfera spiacevole ogni volta che il nome viene pronunciato. Il nome sbagliato è deleterio ed è una frequenza che agisce sul nostro cervello per sempre.

Spesso in alcuni percorsi terapeutici invito il paziente a cambiare nome, a darsi un nome diverso, a volte trovo delle resistenze, poi però notano che questa tecnica può dare dei risvolti sorprendenti.
E allora capita che individui che fanno sforzi dai quali non riescono a trovare soluzioni, vedono improvvisamente cambiare la situazione e trovano modi alternativi e risolutivi.

Christy Huldon, una psichiatra che studiava il linguaggio, si era resa conto che nei soggetti affetti da personalità multipla spesso la voce cambia, ma soprattutto scompaiono sintomi fisici come per esempio l’allergia, l’ipertensione, la glicemia alta. Infatti descrisse un caso in cui una donna vide la sua glicemia tornare normale quando prese il sopravvento un’altra personalità e un’altra sfumatura della sua voce. Altre malattie anche gravi si possono alternare nei soggetti affetti da personalità multiple.

Quindi, i suoni che abitano dentro di noi, il nome con cui ci chiamano e con cui chiamiamo noi stessi può influenzare profondamente la nostra salute.

Maura Luperto