Le dodici pietre dei figli di Israele

Poi venne uno dei sette angeli che portavano le sette coppe traboccanti delle sette ultime calamità, e parlò con me dicendo: “Vieni qui, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello di Dio”. E mi trasportò in spirito su di un monte grande ed elevato, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva da Dio, circonfusa della sua gloria. Aveva una muraglia grande e alta con dodici porte, e sopra le porte dodici angeli, e incisi i nomi delle dodici tribù di Israele. E la muraglia della città aveva dodici pietre fondamentali, e sopra di esse i nomi dei dodici apostoli di Gesù. E la costruzione interna della muraglia era di diaspro, e la città d’oro puro somigliante a cristallo. Le basi della muraglia della città erano adornate con ogni tipo di pietre preziose. La prima era base di diaspro, la seconda di lapislazzuli, la terza di calcedonio, la quarta di smeraldo, la quinta di onice, la sesta di corniola, la settima di crisolito, l’ottava di berillo, la nona di topazio, la decima di crisoprasio, l’undicesima di zircone e la dodicesima di ametista. E le dodici porte erano dodici perle; ognuna delle porte era di una sola perla. E la piazza della città era oro puro simile a cristallo trasparente“.

L’Apocalisse di Giovanni (21,9 – 21)


IL PETTORALE DI ARONNE
Le pietre descritte nell’Apocalisse di Giovanni non sono esattamente le stesse presenti sul pettorale di Aronne ma è innegabile la relazione con gli ornamenti sacerdotali richiesti da Dio a Mosè, affinché fossero portati da Aronne, suo fratello e anche dai figli di lui, come simbolo di sacerdozio. Nell’Esodo si leggono istruzioni molto concrete e le pietre preziose rivestono un ruolo molto importante. Inoltre il numero dodici è fondamentale.


Inoltre, farai il pettorale del giudizio, un lavoro d’artista, come l’opera dell’Efod lo farai: d’oro, di porpora violetta, porpora scarlatta, cremisi e bisso ritorto lo fabbricherai. Sarà quadrato, doppio, di un palmo di lunghezza e un palmo di larghezza. Lo guarnirai con una decorazione di gemme con quattro file di pietre: la prima fila con una corniola, un topazio e uno smeraldo. La seconda fila: un’acquamarina, uno zaffiro e un rubino. La terza fila: un zircone, un’agata e un’ametista. La quarta fila: un crisolito, un onice e un diaspro. Le pietre corrisponderanno ai nomi dei figli d’Israele: dodici, secondo i loro nomi; incise come sigilli, ognuna con il nome corrispondente secondo le dodici tribù“.

(Esodo, 28,15-21).


Le pietre del pettorale di Aronne erano davvero solo un’evocazione delle dodici tribù di Israele? Secondo le istruzioni di Dio, ogni pietra doveva essere incisa con il nome di uno dei figli di Giacobbe, i cui discendenti avrebbero formato le dodici tribù di Israele. Ma i cabalisti non avrebbero tardato a trovare altri simboli, esempio la relazione con i dodici attributi del nome di Dio, ancora la correlazione con i dodici apostoli, poi ancora con le dodici Virtù fondamentali della Chiesa, e anche con i dodici segni dello Zodiaco.

Maura Luperto