Le tradizioni non si fermano, si adattano alla modernità

In quella remota regione all’estremo oriente dell’Italia, il Friuli Venezia-Giulia, ci sono delle tradizioni secolari che vengono tramandate gelosamente di padre in figlio, da nonno a nipote.

Tra queste c’è quella del famoso Pignarûl Grant (grande falò) di Tarcento, nel cuore del Friuli, che viene acceso ogni anno il 6 gennaio presso il castello di Coia. È considerato il più grande e il più famoso falò di questa terra. La tradizione vuole che sia proprio questo Pignarûl a dare il via all’accensione di tutti gli altri nella zona. Affonda le sue radici in un antico rituale celtico in onore del dio Beleno e rappresenta la necessità di bruciare il vecchio per lasciare lo spazio al nuovo.

L’evento ha il sapore di una vera e propria rievocazione storica, con tanto di corteo di figuranti in abiti d’epoca. Il rito inizia la sera del 5 gennaio quando i Pignarulârs, ovvero coloro che hanno preparato le pire nei giorni precedenti, guidano una festosa fiaccolata che illumina le strade del paese e aprono l’evento con il famoso Palio dei Pignarulârs, una corsa dei carri infuocati nel centro.

Il pomeriggio del giorno seguente, il corteo storico invade il centro cittadino: dame e signori del Trecento friulano inscenano la solenne investitura feudale del nobile Artico di Castel Porpetto da parte del patriarca di Aquileia. Il Vecchio Venerando, una figura a metà tra sacerdote e capo borgata, narrando gli avvenimenti, guida la fiaccolata lungo la rapida salita fino al Colle di Coia per l’accensione del Pignarûl Grant. A seguire vengono accesi anche tutti gli altri falò della conca di Tarcento creando una magnifica e suggestiva scenografia.

Il Vecchio Venerando ha anche l’importante compito di interpretare la direzione del fumo del falò che detterà gli auspici del nuovo anno (e ci tengono a sottolineare che si tratta dell’anno agrario, e solo quello!).

Sono quelle tradizioni che legano l’uomo alla terra, alle sue origini ancestrali e ci rimandando indietro nel tempo facendovi rivivere emozioni forse dimenticate.

Sono tradizioni talmente radicate che nemmeno la pandemia è riuscita a fermare. Infatti, sebbene inizialmente l’evento fosse stato annullato a causa delle restrizioni anti-Covid19, gli organizzatori sono comunque riusciti a non interrompere questa centenaria manifestazione. Ci sono volute una valanga di autorizzazioni e lo slittamento di qualche giorno dalla consueta data, ma il Pignarûl Grant è stato comunque acceso sabato Gennaio alle ore 18.00 … in diretta streaming! E già, anche le tradizioni più antiche si adattano alle nuove esigenze, ma non si perdono!

Erano presenti le autorità locali, alcuni giornalisti e ovviamente il Vecchio Venerando che in attenta osservazione del Pignarûl Grant ha emesso il suo vaticino: il fumo va a Sud, grazie anche alla Bora che soffiava sibilando, quindi sarà un buon anno agrario. Nonostante non fosse previsto, ha voluto comunque aggiungere qualche parola sulle previsioni dell’ anno in generale, decretando che si inizierà a vedere uno spiraglio di luce verso Pasqua, ma che dovremmo attendere comunque almeno la seconda parte dell’anno per godere di un quadro migliore (dipeso anche dal posticipo della data di accensione, cosa che già aveva segnato il responso dall’inizio!). Il Vecchio Venerando ha mandato un messaggio di speranza e di ottimismo, rivolgendosi soprattutto alle generazioni più giovani e al senso di collaborazione e aiuto tra le persone, per diventare esseri ancor più “umani”.

Che dire, parole molto sagge, che scaldano il cuore, che fanno riflettere, ma che soprattutto fanno presagire un po’ di luce dopo un anno tanto buio!

Qui il link per rivedere lo spettacolo diretta, per non perdere le nostre vecchie tradizioni e per ascoltare le sagge parole del Vecchio Venerando.

Michelle