Il premio di cui lo Sport non può fare a meno

Nel mondo dell’atletica, dopo aver visto nel mese di ottobre i Golden Track Awards – premi europei per i migliori atleti del continente -, siamo in fibrillante attesa per vedere i premi del panorama atletico mondiale. Le votazioni per i World Athletic Awards, infatti, sono in dirittura di arrivo: le scelte dei 3 finalisti, sulla top 10 dei nominati, chiuderanno a metà novembre, e le premiazioni vedranno il palco l’11 dicembre.

Solo alcune top 3 sono state svelate. I premi per gli astri nascenti, maschile e femminile, ed il Fair Play Award.

Cos’è il Fair Play Award?

Il fair play è un concetto complesso che comprende e incarna una serie di valori fondamentali che non sono solo parte integrante dello sport ma rilevanti nella vita di tutti i giorni.

I valori fondamentali del fair play, integranti dello Sport con la esse maiuscola sono: competizione leale (che comprende lo sport senza doping), rispetto, amicizia, spirito di squadra, uguaglianza, rispetto delle regole scritte e non scritte come integrità, solidarietà, tolleranza, cura, eccellenza e gioia, sono gli elementi costitutivi del fair play che possono essere vissuti e appresi sia dentro e fuori dal campo.

“L’importante nella vita non è il trionfo, ma la lotta; l’essenziale non è aver vinto, ma aver combattuto bene.” 

Barone Pierre de Coubertin

Il Fair Play Award premia quelle azioni o persone che si distinguono all’interno di competizioni, società sportive e scuole per le loro azioni di Fair Play, che incarnano il codice etico del Comitato Internazionale del Fair Play.

La storia del Comitato Internazionale del Fair Play

Il Comitato Internazionale del Fair Play (CIFP) quest’anno compie 60 anni.
L’idea del comitato cominciò a prendere forma all’inizio del 1963, quando l’Istituto della Gioventù dell’UNESCO in Germania tenne un seminario. I funzionari sportivi del Comitato internazionale per la scienza dello sport e l’educazione fisica (ICSSPE) e i giornalisti in rappresentanza dell’Associazione internazionale della stampa sportiva (AIPS) si sono riuniti per discutere la possibilità di un’azione unitaria per la promozione del fair play nel mondo sportivo.

In un contesto storico in cui lo sport è succube a strutture economiche e nazionaliste, in cui non si guarda in faccia che “al nemico” durante le competizioni sportive, e si utilizza ogni mezzo per poter raggiungere la vittoria, come l’uso di sostanze vietate che miglioravano le prestazioni anche a discapito della vita degli atleti, si decise di unire le forze per seguire una strada educativa rispetto ai valori fondanti dello Sport, visto il grande potere che ha lo Sport di ispirare il mondo dei giovani.

A Parigi il 5 dicembre 1963, i rappresentanti delle maggiori associazioni mondiali di educazione, sport e cultura insieme alle maggiori federazioni sportive mondiali decisero di fondare i Premi Fair Play Pierre de Coubertin per portare all’attenzione del pubblico quegli atti onorevoli nello sport che potessero essere d’esempio e di ispirazione.

Cambia il nome nel 1973 in Comitato Internazionale per il Fair Play (CIFP)  e ad oggi continua a cercare di portare l’insegnamento del fair play e la prevenzione di comportamenti contrari al fair play, tramite azioni di educazione, in tutte le parti coinvolte nel mondo dello sport.

Il primo premio a un italiano

Il 29 gennaio 1965 si tenne la cerimonia inaugurale dei World Fair Play Awards e il primo Trofeo Fair Play Pierre de Coubertin fu assegnato a un concorrente italiano di bob, Eugenio Monti, per la sua straordinaria prestazione ai Giochi Olimpici Invernali di Innsbruck del 1964.
Monti, membro dell’equipaggio di Bob a 2 dell’Italia insieme a Sergio Siorpaes, nella finale di bob maschile ha fatto un ottimo tempo. Solo il britannico Tony Nash e il suo compagno avrebbero potuto batterlo. Fu grazie al fair play di Monti che ciò accadde. Monti si accorse che Nash aveva rotto una parte della sua slitta e senza esitare staccò la stessa parte dal proprio mezzo e la prestò ai suoi rivali che fecero il tempo vincente e conquistarono la medaglia d’oro.

World Athletics Fair Play Award

La top tre dei candidati al Fair Play awards nominati dal CIFP sono gli atleti che agli ultimi mondiali di atletica, su strada e su pista, si sono distinti per atti di fair play nei confronti dei colleghi.

Daniele Ebenyo

Al primo posto durante le fasi finali della mezza maratona maschile ai Campionati mondiali di atletica leggera su strada di Riga 23, il keniota Daniel Ebenyo ha salutato il suo compagno di squadra Sebastian Sawe mentre Sawe lo superava per l’oro.

Letesenbet Gidey

Dopo aver conquistato l’argento nei 10.000 metri femminili ai Campionati Mondiali di Atletica Leggera di Budapest 23, l’etiope Letesenbet Gidey è tornata a consolare l’olandese Sifan Hassan dopo la drammatica caduta di quest’ultima sul rettilineo d’arrivo.

Jessica Warner-Judd

Dopo l’ottavo posto nella finale dei 10.000 metri ai Campionati mondiali di atletica leggera di Budapest 23, la britannica Jessica Warner-Judd è stata l’unica atleta ad aspettare e a stringere la mano all’ultimo classificato, che ha completato la gara con un certo ritardo rispetto al resto del gruppo.

Ai Golden Track abbiamo visto vincere il premio Fair Play a Dino Bosnjak, che aiutò un collega a fare gli ultimi 200 metri di pista nei 10.000 metri, dimentico del suo tempo e della sua gara.

Chi sarà il vincitore del premio che il World Athletics assegnerà l’11 dicembre a Monaco?
Restate sintonizzati.

Alessandra Collodel