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32 squadre per la FIBA World Cup 2023 dal 25 agosto al 10 settembre 2023 in Giappone, Indonesia e Filippine. L’italia ci sarà. Per la decima volta nelle 19 edizioni, dal 1950. Il verdetto è arrivato direttamente da Tiblisi il 14 novembre scorso, quando l’Italbasket ha battuto i padroni di casa della Georgia letteralmente all’ultimo tuffo per 84-85. È il biglietto per il mondiale con due partite di anticipo.
Nico Mannion espulso al 13esimo minuto, una partita palla su palla e un ultimo tiro sbagliato dai georgiani. Ogni tanto gira bene anche per noi, soprattutto se gli Azzurri scendono sul parquet con l’obiettivo di portare a casa il risultato a tutti i costi.
È la seconda partecipazione consecutiva ottenuta sul campo dopo l’edizione cinese del 2019. Non accadeva da 32 anni. Anche questa volta, noi “sportivi minori“, ci aspettavamo a livello mediatico quello che non è successo, e se è successo non aveva decisamente il giusto peso. E qui mi fermo. Che abbiamo bisogno di riposarci in vista di un fuso orario mica tanto favorevole.
“Andiamo al Mondiale meritatamente. Complimenti al CT Pozzecco, a tutto lo staff e a tutti i ragazzi che si sono avvicendati in queste finestre. È una bella giornata per il nostro basket”, ha commentato il presidente FIP Giovanni Petrucci.
Esulta il Poz: “Ci sarebbero tante cose da dire ma la prima è senza dubbio un ringraziamento a tutti i ragazzi e allo staff. Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra e anche questa sera abbiamo costruito una vittoria di spessore proponendo una difesa su Shengelia di alto livello. È stata una bella vittoria perché i ragazzi non hanno mollato mai dando ognuno il proprio massimo. Potrei citarli tutti, dal primo all’ultimo. Viviamo una magia dentro lo spogliatoio”.
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“Siamo felicissimi per questo risultato. L’abbiamo fortemente voluto come gruppo, un gruppo unito e che sta bene insieme. Stasera, lo ripeto siamo davvero felici”, ha detto Michele Vitali.
Nel primo tempo l’Italia parte subito forte e senza alcuna esitazione: apre i giochi una tripla di Amedeo Tessitori, preludio alle 6 conclusioni Azzurre da dietro l’arco (su 11) nei primi dieci minuti. Due stoppate di Paul Biligha (su Shengelia e Andronikashvili) sono il miglior spot possibile per una difesa che concede il minimo indispensabile alla Georgia.
Il secondo quarto non comincia proprio benissimo: dopo aver messo a segno la tripla del 19-27, Nico Mannion colleziona un fallo tecnico per flopping, che sommato all’antisportivo del primo quarto si traduce in espulsione. È il 13esimo minuto. Pozzecco non vuol esser da meno e, sulle proteste per l’espulsione del suo play, si becca il tecnico anche lui. Nell’azione seguente Sanadze pareggia i conti con un tiro da tre (27-27, 8-0) e la situazione sembra poter sfuggire di mano ai ragazzi del Poz.
Invece no. Gli Azzurri reagiscono con la tripla di Spissu e il gioco da 3 di Capitan Biligha: l’Italia ha intenzione di non mollare di un centimetro. Le triple di Ricci e McFadden mandano le squadre al riposo 40-43.
Secondo tempo. Tripla di Petruccelli. L’atmosfera è tosta mentre la Georgia accorcia le distanze. Canestro di Shengelia e la Tbilisi Arena esplode: vantaggio 58-57 per i padroni di casa. Tripla di Baldasso e la terza frazione si chiude sul +2 Italia (58-60).
Gli ultimi dieci minuti si aprono con il pareggio di Andronikashvili e il sorpasso di Shengelia con la tripla del 63-60. La stanchezza comincia a farsi sentire ma gli Azzurri resistono.
Due triple in fila di Berishvili e si va sul 74-69 per la Georgia. Sale l’ansia. E nemmeno poca. Severini e Spissu non ci stanno e l’Italia va a -1 (76-75) con 1:48 da giocare. Ci pensa Pajola dalla lunetta a siglare il sorpasso e poi arriva Spissu “formato Serbia”: la sua tripla zittisce l’arena e porta la nazionale italiana sul +4 (76-80).
Sul cronometro mancano 1:10. Shengelia da due, ansia di nuovo. Tripla di Ricci, si respira. È finita? Anche no. L’ultimo colpo di coda georgiano arriva con la tripla dell’ala Mikheil Berishvili. E siamo a -1 (84-85). Sul filo di lana la penetrazione di Shengelia fa chiamare a raccolta tutti i santi. Il check degli arbitri è da bombola d’ossigeno.
Poi, il boato. In campo e dai divani di tutta Italia. Grazie Gianmarco Pozzecco, grazie ragazzi!
Si va al Mondiale. E le ultime due gare di qualificazione in programma a febbraio 2023 contro l’Ucraina in casa e la Spagna in trasferta si possono guardare con un sorriso decisamente beota.
O indossando serenamente la maglietta “GS. Siamo ai Mondiali“, come direbbe – anzi, ha già detto – la nostra social media manager ????.
cricol
Credits foto. Fontecchio: Federazione Italiana Pallacanestro. Georgia-Italia: FIBA