Simone Cercato, lo sport a tutta vasca

Atene 2004: l’unico podio a cinque cerchi di una staffetta azzurra, prima dell’incredibile impresa in quella veloce dell’altro giorno, che ci è valsa l’argento dietro agli Usa ma davanti all’Australia, portava il nome di Emiliano Brembilla, Massimiliano Rosolino, Filippo Magnini. E fin qui anche i giovanissimi sanno di chi parliamo.

Ma il quarto? Il quarto – che in realtà ha disputato la terza frazione – è il vecchietto del nuoto azzurro, al secolo Simone Cercato, che il bronzo olimpico se l’è portato a casa a 29 anni suonati.

In Veneto bisogna dire che sportivamente s’invecchia bene, come dimostra la Divina Federica, che a 16 anni nuotava in vasca proprio con Simone, stileliberista che si è tolto delle belle soddisfazioni a livello nazionale e internazionale.

Classe 1975, Simone Cercato è una persona solare, gentile, disponibile. Umile.

Un’Olimpiade ai tempi del Covid.

“Avevo il terrore che non si facessero, per gli atleti sarebbe stato terribile. Al di là del tempo, della passione, un’Olimpiade è un’Olimpiade, talmente grande e spettacolare che merita di essere vista tutta. Io ho guardato anche il softball, perché ogni sport deve essere seguito in questo periodo. Dobbiamo ricordare anche che siamo un Paese piccolo rispetto ad altri e abbiamo una grandissima tradizione”.

Parliamo di nuoto?

“Come quest’anno una nazionale così forte non c’era, al di là dei risultati perché non entri in vasca da solo e ci sono molti fattori, compreso un anno in più di pseudo allenamenti, che non è cosa da poco. Sono ragazzi giovani, belli, quadrati che mi piacciono tanto. Non hanno timore di niente, sono sfrontati. La Pilato a 16 anni ha fatto il record del mondo”.

“Parlavo di questo proprio l’altro giorno con Antonino Spagnolo* perché la mia piccola fa nuoto. Ho provato a farla desistere ma niente. A lei piace solo nuotare. Io non l’ho mai portata in piscina, l’ha sempre fatto la mia compagna, che sposerò finalmente l’anno prossimo. Invece adesso è nella squadra di preagonismo”.

“E poi c’è lei. Fede, alla quinta Olimpiade. Inutile dire la Divina. Fede è Fede. Punto. L’ho vista vincere quell’argento che molti dicono sia un oro mancato, ma per me è stata la sua partenza. È partita a 16 anni e guarda dov’è adesso a distanza di quasi vent’anni e si è portata a casa anche la finale”.

Com’è Federica Pellegrini?

“Non ce ne sono come lei. Io me la ricordo ai tempi in cui si scendeva in vasca nella stessa struttura. Lei si allenava con i maschi. Il temperamento, la cattiveria agonistica che aveva era impressionante. A 16 anni non potevi paragonarla a nessun’altra ragazza del circuito. Era ed è rimasta unica. In vista di Atene 2004 eravamo in collegiale insieme. La vedevo com’era. Non ce n’è per nessuno, ha una testa che è fuori da ogni schema, ha qualità che la fanno eccellere sopra a tutti. E poi l’incredibile umiltà dei campioni veri. A quell’età forse solo Aldo Montano, che a 42 anni è salito in pedana e ha chiuso l’avventura olimpica con l’argento a squadre”.

Il nuoto paragonato agli altri sport?

“È uno sport fisico come l’atletica, a volte è un massacro. A trent’anni non hai i tempi di recupero di uno di sedici o venti”.

Sì, ma tu a 29 ti sei portato a casa un bronzo storico.

“Il vecchietto del nuoto, appunto. Per chi fa sport l’Olimpiade è il massimo. Cerco di spiegarlo a Tommaso, il figlio della mia compagna Caterina e alla piccola Nina. L’altro giorno un amico del mio nipotino Ricky è venuto in piscina a Dolo da Roma, ha visto una mia foto e mi ha detto ma tu sei famoso, mi fai l’autografo!. Mi ha dato il cinque ed era emozionato. Io più di lui. Per queste cose ancora mi commuovo. Nel tempo della comunicazione veloce ci si dimentica in fretta di tutto, invece quello dell’Olimpiade è un valore da trasmettere. Tutti dovrebbero fare sport nella vita. Ti insegna dei valori. Alle prossime Olimpiadi vorrebbero portare gli e-sport, non sono d’accordo. Parliamo tanto di ludopatia e poi avvalli che un ragazzino stia attaccato ai videogiochi perché è una disciplina olimpica. Proprio non lo comprendo. Uscire di casa e fare una corsa non fa meglio?”.

So che tu hai qualcosa da dire sullo sport in tv.

“C’è solo calcio, e te lo dice uno juventino. La nazionale di softball ha vinto e lo abbiamo saputo dai social. Idem per le ragazze dell’atletica Under 20. Anche adesso che ci sono le Olimpiadi, i nostri atleti stanno lottando per una medaglia e ci sono tante discipline che ci stanno regalando soddisfazioni,  parlano di calcio mercato. Non è possibile. Ogni cinque anni, gli sport minori hanno la possibilità di mettersi in mostra. E sono troppo spesso ignorati. Idem per le Paralimpiadi. Per quanto riguarda il nuoto, per fortuna sono usciti Paltrinieri, Detti e molti altri. Ma ci sono sport che sembrano inesistenti”.

cricol

*tecnico che ha lanciato Galenda, lo stesso Simone Cercato, Gallo, Terrin e gli altri grandi atleti del nuoto.