Queen Loretta, non il solito drama queer

La copertina patinata di questa miniserie promette bene.

Un sarto parigino che di giorno cuce abiti di alta fattura, di notte si trasforma in sarto di costumi di scena per drag queen… E non solo. Lui stesso è parte dello spettacolo, ne è la star, una Queen per la precisione: Loretta. L’uomo agè dai capelli argentei, borghese e ben vestito, diventa Loretta, alta, una chioma fluente bionda con vestiti di gran classe, che riescono ad esaltare le curve con eleganza.

Un ultimo spettacolo prima di chiudere bottega e dedicarsi alla pensione. Le amiche la celebrano, e il negozio di abiti è in procinto di chiusura.

Una introduzione nella norma, almeno fino all’arrivo di una lettera rosa dalla Polonia che scoperchia la vita passata, e lo mette di fronte ad una scelta non facile, soprattutto per uno che se ne è andato dalla terra d’origine per crearsi, e vivere, la propria vita da Queen.

Un ritorno non sempre facile che ha una doppia faccia: il ritorno alla terra d’origine e il ricongiungimento ad una famiglia che non ha mai visto e conosciuto.

Dinamiche interiori che vengono vissute al contrario. Se solitamente sono i genitori ad affrontare il coming out del figlio, qui siamo di fronte alla situazione inversa: la figlia, piena di rancore per l’abbandono posta di fronte a questo moto interiore, deve anche affrontare il coming out del padre.

Il tutto condito da un contesto culturale e ambientale diametralmente opposto all’apertura mentale parigina da cui siamo stati proiettati inizialmente: il piccolo paese di provincia in Polonia.

Su queste dinamiche familiari e interiori si sviluppa la storia, condita di colpi di scena inaspettati e storie intrecciate, scopriamo i drammi di una famiglia normale, inconsapevole delle dietrologie dei diversi protagonisti. Qui infatti ognuno ha qualcosa da nascondere ed un demone da affrontare che affronteremo passo dopo passo con la giusta dose di leggerezza e normalità del caso.

Un family drama, più che un queer drama, inaspettato e piacevole.

Qui a ricordarci che non è mai troppo tardi per nessuno scoprire e riscoprire sé stessi negli altri, superando la paura di essere ciò che si è a prescindere dalla paura di non essere accettati.

Queer o non queer siamo tutti umani che cercano di superare questa paura.