Intervista con l’autore: Stefano Puliti

Elisa: Benvenuto Stefano, raccontaci un po’ di te, come nasce l’amore per i libri e la scrittura?

Stefano Puliti: Ciao, grazie per l’ospitalità. L’amore per i libri nasce piano piano, non ho un momento e un motivo preciso ai quali ricondurlo, mi vengono in mente però dei ricordi più significativi: quando da bambino una mia zia mi regalò “I ragazzi della via Pal”, libro che lessi tantissime volte, di cui l’ultima pochi anni fa, e quando, verso la fine delle superiori una mia amica mi regalò “L’incendiaria” di Stephen King, che fu una lettura travolgente rispetto a quelle alle quali eravamo obbligati a scuola. Poi la passione per i libri è cresciuta fino a portarmi ad aprire una libreria. Quindi dopo averli letti e venduti non potevo che provare anche a scriverli.

Elisa: Qual è stata la tua fonte di ispirazione per La breve vita dei palloncini?

Stefano Puliti: Più che una fonte d’ispirazione posso raccontare che nacque perché volevo provare a scrivere un piccolo racconto giallo, metterlo su facebook e lanciare la sfida agli “amici”: indovinare l’assassino e il movente. Poi mentre lo scrivevo ho pensato che potevo approfondire i personaggi, l’ambientazione e crearci attorno delle storie e mi sono reso conto che dalla sfida agli amici di un raccontino giallo poteva nascere un romanzo. Alla fine forse si può dire che l’ispirazione sia stata la sfida a trovare il colpevole.

Elisa: Hai anche scritto un romanzo storico: “Guasco. Una storia popolare”. È nata prima l’idea e successivamente lo studio delle fonti storiche o viceversa?

Stefano Puliti: “Guasco. Una storia popolare” è un romanzo che parla degli ultimi giorni di un rione della mia città distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi sciaguratamente spazzato via definitivamente dalle ruspe del dopoguerra senza provare neanche un po’ una ricostruzione: il rione Porto. Era il vero cuore di Ancona, il primo insediamento abitativo della città, una fitta rete di vie, vicoli, scalinate, volti a ridosso del porto con il quale viveva in simbiosi. Ci sono tante documentazioni fotografiche di come era quel rione adagiato sul colle Guasco e da tanti anni il mio sogno era quello di vederlo rivivere, magari con una realtà virtuale, un bel plastico, con un film o magari almeno con un romanzo. Un bel giorno, considerando che non sono capace di creare realtà virtuale al computer, di costruire plastici o di girare un film, mi sono gettato nel sogno ambizioso di scriverci un romanzo. Conoscevo già tanto della storia di quel rione, poi per scrivere il romanzo mi sono documentato ancora. I tanti complimenti che ho ricevuto da chi ha letto il libro mi hanno regalato la certezza che, nel mio piccolo, ho contribuito un po’ a far rivivere quel rione e a novembre scorso la Compagnia della luna ha esordito a teatro con la rappresentazione del mio romanzo, ci siamo regalati un tutto esaurito e una splendida emozionante serata e quando finirà l’emergenza covid porteranno lo spettacolo in tournée.

Elisa: Un personaggio della letteratura femminile che inviteresti a cena e perché?

Stefano Puliti: Non riesco a trovare un personaggio femminile della letteratura con il quale andrei a cena, in compenso, se per te è lo stesso, non ho dubbi su quale personaggio femminile dei fumetti inviterei: Eva Kant, della quale sono da sempre innamorato. Non credo però che Diabolik ne sarebbe contento.

Elisa: Siamo curiosi, hai già altri progetti in cantiere?

Stefano Puliti: Ho da non molto terminato di scrivere un altro romanzo e dopo uno storico e un giallo, ho sfornato un distopico che ora è in cerca di editore.

Stefano Puliti è nato ad Ancona, agente di commercio con la passione dei libri al punto di aprire una libreria, dopo aver letto libri, venduto libri, ha provato anche a scriverli. Ha pubblicato “Guasco. Una storia popolare” con Affinità Elettive nel 2016 da cui è stata tratta una rappresentazione teatrale e “La breve vita dei palloncini” con Ventura Edizioni nel 2019.