La salita dei saponari: i bisticci di Elisa & Argo

Argo: L’ultimo romanzo di Cristina Cassar Scalia lo recensisco io.

Elisa: E no! Avevamo un patto, ti ricordi?

Argo: No.

Elisa: Come no? Non fare il furbo. Avevamo detto che tu scrivi le recensioni dei romanzi per bambini e dei libri che hanno gli animali come protagonisti. Io tutte le altre. Giusto?

Argo: Però questa la faccio io lo stesso.

Elisa: E perché, sentiamo, quale sarebbe il motivo?

Argo: Perché la protagonista de La salita dei saponari è Vanina Guarrasi ed è un’accanita cinofila.

Elisa: Ma che dici!

Argo: Sì, è così. Guarda, c’è scritto sulla fascetta.

Elisa: C’è scritto cinefila, non cinofila.

Che vuoi che sia, cinefila o cinofila, Argo 😉

Argo: È uguale perché a Vanina i cani piacciono lo stesso.

Elisa: Fai come vuoi, tanto alla fine la vuoi sempre vinta tu.

Argo: Allora amici miei, iniziamo col dire che Vanina Guarrasi è un vicequestore e ciò vuol dire che è un poliziotto. E come già sapete anche io da grande farò il cane poliziotto. È palermitana ma vive a Catania e questo a volte le crea confusione su una cosa fondamentale: Vanina si dice “arancino” hai capito? Non “arancina” con la “a”.

 A Palermo dovete farvene una ragione e poi tu ormai abiti a Catania.

Quindi arancino, arancino, arancino!

Detto questo, La salita dei Saponari è la terza indagine di Vanina e io e la mia mamma umana abbiamo lette anche le altre e sono tutte belle.

In questo romanzo Esteban Torres, cubano-americano con cittadinanza italiana e residenza in Svizzera, viene trovato morto nel parcheggio di Fontanarossa.

Ora se vi state chiedendo cosa è Fontanarossa, ve lo dico io: è l’aeroporto di Catania e io ci vado sempre con mamma quando papà umano parte e poi noi lo andiamo a riprendere.

Ma in questo romanzo sono descritti anche tanti altri posti dove io ci faccio le passeggiate, pure Noto per esempio che io ci vado sempre in estate e Taormina.

Proprio a Taormina, dentro un pozzo nel giardino di un albergo, si scopre il cadavere di Roberta Geraci, detta «Bubi». Torres e Bubi si conoscevano. Molto bene.

Ora vi voglio dire una cosa, la Cassar Scalia nel romanzo non lo dice come si chiama questo albergo, ma io l’ho capito lo stesso dalla sua descrizione, perché quel posto lo conosco e quando ero piccolo una volta lì vicino mi è scappata la pupù, ma ora che sono grande queste cose non le faccio più.

Vanina con l’aiuto della sua squadra e di Biagio Patanè, commissario in pensione, riporterà alla luce segreti che hanno origine in luoghi lontani.

E basta.

Non è che vi posso raccontare la fine, giusto?

Vanina con te invece ci becchiamo in via Etnea e ti offro un arancinO!

Maria Elisa Aloisi