Partire dopo per arrivare prima

Un giorno, due taglialegna si sfidarono.
L’uno all’altro: “Scommetto che sono più veloce io a tagliare gli alberi!”
L’altro: “ Ah ah ah, non credo proprio, facciamo una sfida: le vedi quelle due colline?
Domani mattina al sorgere del sole ognuno inizierà a tagliare gli alberi e al tramonto li conteremo!”
I due così fecero. Ai primi raggi del sole iniziarono di tutta lena a tagliare gli alberi con l’accetta.
Passano le ore e ognuno non risparmia le proprie forze.
A un certo punto l’attenzione di uno dei due viene attirata dall’altro che si era fermato e che si era seduto sotto un albero intento a fare qualcosa che, da lontano, non si capiva bene.
Cercò allora di approfittare della pausa dell’altro per mettere ancora più energia nel tagliare gli alberi.

Dopo un po’ il taglialegna che si era fermato riprese il proprio lavoro.
L’episodio si ripeté più volte durante la sfida: ogni tanto quel taglialegna si fermava sotto a un albero a fare qualcosa di incomprensibile e l’altro ne approfittava per darci dentro con più lena.
Alla sera si ritrovarono in taverna per stabilire chi aveva vinto.
“Quanti ne ha tagliati tu?”
“22 e tu?”
“34.”

“Come è possibile? Io ho dato fondo a tutte le mie forze, senza fermarmi un attimo, tu invece ogni tanto ti fermavi e perdevi tempo a fare qualcosa: cosa stavi facendo mentre eri seduto, si può sapere?”
Il vincitore della sfida rispose: “Affilavo l’ascia…”

Quante volte diamo fondo a tutte le nostre energie, ci dibattiamo, non molliamo un attimo convinti che il risultato dipenda solo dall’azione senza sosta.
Come quel taglialegna proviamo anche noi ogni tanto a fermarci per “affilare l’ascia”: partire dopo per arrivare prima.

Paolo Abozzi

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