Come Giulietta e Romeo: Atto IV

Quanto può mancare un gesto così semplice e spontaneo come stringersi la mano?

Pensate, quasi sette mesi senza poter sfiorare la persona che amate. Vederla da dietro uno schermo o ad un vetro. Poterla sentire solo tramite un telefono. Non sono stati mesi di certo facili questi per il Sior Pare. Anche se, puntualmente, ogni lunedì mattina si alzava presto e si vestiva di tutto punto per andare a trovare la Siora Mare, non era la stessa cosa che poterla avere vicina e parlarci dal vivo.

Per fortuna, con le nuove normative, finalmente anche le case di riposo hanno riaperto le porte ai parenti, anche se con giustissime mille precauzioni.

Ecco il Sior Pare emozionato come se fosse al primo appuntamento. In macchina non apre bocca, entra tutto trafelato e la vede, lì sulla sua sedia che parlotta da sola. Di colpo sorride, di un sorriso che solo gli innamorati fanno. Io intanto compilo tutti i vari moduli. Ci portano in una saletta, bisogna tenere comunque le distanze, ma lui (vaccinato) la può toccare per brevi attimi.

Siora Mare ci parla come se fossimo sempre stati lì, per sua fortuna non si rende conto del tempo che passa, di tutto quello che è successo in questo anno così tragico. I suoi discorsi sono sempre senza un filo logico, ma sembra molto contenta di poter chiacchierare con noi. Il Sior Pare, invece, è lì, che la ascolta, le chiede come sta, parlano del più e del meno, o almeno ci provano!

“Cossa ti xe drìo far co chel teefono?”

Mi stupisce sempre il fatto che ogni volta che ci vede poi inizia a cantare, spesso senza parole o con testi sbagliati, ma sempre motivetti molto allegri, colmi di gioia. Per quanto non riesca a connettere molto, a capire dove sia e collocare temporalmente, qualcosa dentro di lei cambia totalmente quando capisce che siamo noi. Nonostante tutto, non deve essere per niente facile nemmeno per lei, anche se tutti gli operatori, infermieri ecc. della struttura sono sempre molto presenti.

Il Sior Pare la guarda estasiato, ridono, di qualsiasi cosa, con quella complicità che solo i veri innamorati hanno. La faccio parlare al telefono con sua cugina, più di una sorella per lei, continua a ridere. È davvero felice, come non la vedevo da tempo. Malattie come l’alzheimer e la demenza senile strappano via, purtroppo, non solo i ricordi alle persone, ma anche molti aspetti caratteriali o ne ingigantiscono altri, di fatto stravolgendone i comportamenti più banali.

Per un attimo sembrano la coppietta felice di cinquant’anni prima, lo stesso sguardo delle vecchie foto in cui erano fidanzati al mare. Di certo il suo cervello non sa in che anno siamo, ma l’amore che li lega è palpabile. Guardandoli mi rendo conto che sì, l’amore può davvero durare una vita intera.

Anna

Vi siete persi gli altri atti della loro storia d’amore?