Sior Pare e l’aria di Capodanno

Anche quest’anno si sta avviando al suo termine, e il Sior Pare inizia a prepararsi psicologicamente a tutti i suoi impegni. Feste, veglioni o altro? Naaa, è il momento di sincronizzare gli orologi per riuscire a fare tutto!

Innanzitutto bisogna decidere i Menù per i due giorni di festa. Immancabili sicuramente zampone, polpettone e piselli per il 31, bollito misto e tortellini in brodo per il primo. Il resto si decide un po’ all’ultimo secondo, come il film da guardare (facile che sia “Tutti insieme appassionatamente” o “Mary Poppins” conoscendolo).

Ma il cruccio principale è la mattina di Capodanno, ogni gesto deve essere coordinato al secondo.

  • A che ora xe ea messa del Papa? Bon, intanto metto su el brodo… ti te prepari i antipasti e el spriss… Quanto gavemo tra ea messa e i Concerti? (A che ora è la Messa del Papa? Bene, intanto metto su il brodo… tu prepari gli antipasti e lo Spritz… Quanto tempo abbiamo tra la Messa e i Concerti?)”

Eee sì, il cibo è importante, ma il primo giorno dell’anno c’è l’evento che lui aspetta con trepidazione da mesi: il Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia!

Uno dei più grandi amori del Sior Pare è da sempre l’Opera lirica. Tra ascoltarne almeno una al giorno e citarne arie in quasi ogni sua frase, si può tranquillamente affermare che la maggior parte della sua giornata sia dedicata a questa sua passione. Ecco quindi che l’evento che più aspetta non può che essere il Concerto di Capodanno.

A casa del Sior Pare si mangia solitamente verso le 13.15, giusto in tempo per guardarsi “Studio Sport”, tranne il Primo giorno dell’anno. Incredibile ma vero, per mezzogiorno è quasi tutto pronto. Manca solo preparare la tavola, fare gli antipasti e gli ultimi contorni. Lui è già piazzato davanti alla televisione del Salotto (che è più grande) con gli occhi sognanti e la gola pronta a cantare per due ore.

  • Sior Pare, cossa manca? Go da far qualcossa? (Sior Pare, cosa manca? Devo fare qualcosa?)”
  • Shhh… senti ‘sto toco che beo… (Shhh… senti che bello questo pezzo…)”

Alla fine il repertorio è più o meno sempre lo stesso, cambiano solo gli interpreti. Sarà la magia del luogo, a lui molto caro, ma le note che riecheggiano sembrano essere sempre più belle. Tra un boccone e l’altro è lì, perso, nei suoi ricordi, nelle emozioni che ogni Aria riesce a scaturire nel suo cuore.

Come ogni anno non fa in tempo a terminare il primo Concerto che ecco subito quello di Vienna.

  • Su che Canal i fa Vienna? Gira dai, che no se perdemo l’inissio! (Su che Canale fanno Vienna? Gira dai, che non ci perdiamo l’inizio!)”

L’entusiasmo iniziale, con il passare dei brani, si affievolisce. Ecco così che mediamente dopo il terzo Walzer sbotta:

  • Bah, e xe bee, ma xe sempre e stesse! Tute compagne, anca se xe bee e riprese de Shonbrunn se riussisse a vedarle! Po’… ea Fenice xe più bea e i fa tochi più famosi. Quà xe soeo che Walser, Polke, marce e marcette! Bah, sono belle, ma sono sempre le stesse! Tutte uguali, anche se sono belle le riprese di Shonbrunn se riuscissi a vederle! Poi… la Fenice è più bella e fa pezzi pi famosi. Quà sono solo Walzer, Polke, marce e marcette!)”

Quello è il momento, questione di secondi e so già che inizierà a russare seduto sulla sedia. Una lunga e meritata dormita fino all’inizio della Marcia di Radetzky.

  • Ah ecco, senti che bea, xe ea fine! Co tuto el publico che bate e man! Go da essarme perso un toco me sa… Ciò, ma dopo eo trovo su Youtube? (Ah ecco, senti che bella, è la fine! Con tutto il pubblico che batte le mani! Devo essermi perso un pezzo mi sa… Eh, ma dopo lo trovo su Youtube?)”

E così ha inizio. Nei mesi seguenti la sua povera Alexa avrà sempre e solo una richiesta:

  • Ciò, Alessa, metime el concerto di Capodanno!

Buon anno a tutti!

Anna

Credits foto: ©Cornelli2010