Goodwill, il grande ritorno di Giulia e Argo

Argo: Ciao a tutti, benvenuti a questo nuovo appuntamento con la rubrica Piccoli Lettori… come noi!

Giulia: Ciaooo! Argo, come mai oggi hai detto tu l’introduzione?

Argo: Perché la recensione la faccio io! Ho letto un libro superfantastico!

Giulia: Davvero? Di cosa si tratta?

Argo: È un horror per piccoli lettori, scritto da Manlio Castagna. Si chiama Goodwill.

Giulia: Mh… titolo degno di un approfondimento 🧐🧐. Perché si chiama così?

Argo: Aspetta, ci stavo arrivando.

Nel XIX secolo, i coloni approdano in America, sul territorio su cui sorgerà l’odierna Seattle. La famiglia di Henri e Jeanette Goodwill, due dei fondatori della città, sta per allargarsi: ne farà presto parte Ambrosius.

Armbrosius cresce sano, bello e affettuoso, è amato da tutti.

Un giorno però, giocando all’aperto con i suoi amici, scompare. Nessuno sa dove sia. Né con chi.

Una settimana dopo, ritorna a casa. Pulito. Senza nessun graffio. Come se non avesse passato sette giorni nel bosco.

Dal suo ritorno la colonia è tormentata da una serie di disgrazie. Potrebbero essere collegate alla scomparsa del bambino?

Giulia: E poi? E poi? E poiii?

Argo: Giulia, non possiamo infrangere la prima regola del buon Piccolo Lettore!

Giulia: Giusto: mai spoilerare 🤫🤐! Dicci qualcos’altro, però. Come mai questo romanzo è un horror?

Argo: Il genere horror è caratterizzato da elementi che turbano il lettore. L’alternarsi di scene concitate, che mettono ansia al lettore, e scene dove la tensione si allenta; le descrizioni molto dettagliate di oggetti, luoghi o esseri ripugnanti e i dialoghi, composti da frasi brevi concise, caratterizzano questo romanzo e sono funzionali allo scopo.

Giulia: Non vedo l’ora di leggerlo! Potresti parlarci in modo generico dei personaggi e dei loro ruoli nella vicenda?

Argo: Certo! Tutti i personaggi compiono un arco di trasformazione, non sempre positivo. Jeanette, per esempio, all’inizio della storia è una donna forte, che non si lascia mai prendere dal panico, ma i traumi che subisce la fanno crollare e diventare molto fragile psicologicamente, portandola quasi alla pazzia.

Dalle descrizioni dei personaggi ne evinciamo immediatamente il ruolo: la presenza di elementi sgradevoli nel suo aspetto fisico o nel suo modo di essere ci aiuta a riconoscere un personaggio dall’influenza negativa. Per supportare ciò che ho detto, faccio riferimento alla levatrice: il suo avere un solo occhio e i suoi modi non proprio ci anticipano il suo ruolo.

Giulia: Che bello! Mi piacerebbe saper scrivere come Manlio Castagna!

Argo: E già!

Giulia: La tua spiegazione mi ha davvero incuriosita. Questo romanzo avrà un continuo?

Argo: È nato come prequel della graphic novel “Mercy” di Mirka Andolfo, quindi sì: la storia continua.

Giulia, Giulia, Giulia, ho caldo. Andiamo in spiaggia?

Giulia: Ma è quasi ora di cena!

Argo: E chi ci impedisce di andarci ora? Vado in macchina!

Giulia: Argoooooo!

Amici, è meglio che cerchi di dissuadere Argo da questa sua idea. Ciao!