Affezioni dell’apparato urogenitale: completiamo il discorso

La scorsa settimana abbiamo parlato delle affezioni più comuni per l’apparato urogenitale, con particolare riferimento alla donna.

Abbiamo visto quali sono le cause più frequenti che portano all’insorgenza di questi stati infettivi/infiammatori e quali gli agenti eziologici principalmente coinvolti.

Se non avete letto l’articolo precedente, vi consiglio di andare a dare un’occhiata.

Trattamento delle affezioni dell’apparato urogenitale_ I parte

Adesso cerchiamo di capire come intervenire.

Per prima cosa, alla comparsa dei sintomi evitate di intraprendere terapie fai-da-te con antibiotici o antimicotici che vi ritrovate in casa da terapie precedenti. Bisogna contattare il medico curante e ricercare l’agente patogeno che sta causando l’infezione: se non sappiamo “chi” ci sta attaccando e assumiamo un antibiotico o antimicotico non adeguato, peggioriamo la situazione perché questi farmaci, non essendo selettivi, attaccheranno anche il microbiota residente, già debilitato. Il risultato sarà una remissione iniziale della sintomatologia a cui seguiranno recidive sempre più frequenti, dovute appunto all’indebolimento del nostro sistema immunitario.

Attenzioniamo l’alimentazione: riduciamo l’apporto di zuccheri complessi e raffinati, che sono terreno di coltura per la proliferazione sia di batteri che di funghi, soprattutto della Candida. Sono quindi da assumere con cautela tutti gli alimenti ricchi in carboidrati, non solo pane e pasta, ma anche patate, semi oleaginosi e frutta particolarmente zuccherina.

Preferiamo sempre verdura e frutta di stagione (considerata l’eccezione di cui sopra) e integriamo con alimenti specifici, come il topinambur, aglio, porro e cipolla, ricchi in inulina (un prebiotico eccezionale) o le verdure a foglia verde o gli ortaggi color giallo-arancione, fonte di vitamina A immunostimolante.

Ovviamente, più beviamo, più velocemente aiutiamo l’organismo a purificarsi, quindi l’acqua (o tisane, decotti & co.) non deve mai mancare.

Anche scegliere l’intimo adatto è importante: prediligiamo biancheria in puro cotone, traspirante, evitando i tessuti sintetici che favoriscono la proliferazione di batteri e funghi. Stesso discorso per il detergente: ogni età è caratterizzata da un pH locale diverso e inoltre, in corso di infezione, un buon sapone specifico per la circostanza è un vero e proprio coadiuvante della terapia.

Ci sono piante amiche in grado di aiutarci in questa situazione? Certo che sì!

  • il GSE®, estratto dai semi di pompelmo, ha un’azione antimicrobica ad ampio spettro e non danneggia il microbiota;
  • L’uva ursina è tradizionalmente usata come disinfettante delle vie urinarie. La sua composizione in tannini, triterpeni e mucillagini le permette di esplicare attività antiinfiammatoria, analgesica, diuretica, antiemorragica e vasoprotettiva;
  • La pilosella è ricca in flavonoidi e risulta utile per la sua azione diuretica e antiinfiammatoria;
  • L’erica, oltre a essere un disinfettante specifico per questo distretto, contiene ericina, una molecola simile al salicilato per cui ha anche attività antiinfiammatoria e analgesica;
  • Dell’Ononide si utilizzano le radici e i rizomi, che contengono fitocomplessi a struttura steroidea che esplicano un’importante azione antiinfiammatoria.

Il vostro farmacista di fiducia vi saprà indirizzare verso il prodotto più adatto alla vostra condizione.

#prendetevicuradivoi

Dr.ssa Claudia Cocuzza