Il grande caldo

È arrivato il caldo e, con esso, la necessità di adattare terapie e abitudini, soprattutto per i malati cronici.

Iniziamo con il ribadire qualche concetto che abbiamo già fatto nostro ma, si sa, repetita iuvant:

  • L’esposizione al sole fa bene, perché ci aiuta a fissare la Vitamina D nelle ossa così da prevenire l’osteoporosi, ma attenzione all’orario: per evitare di danneggiare la pelle – con rischi anche seri – e disidratarci, preferiamo il sole delle prime ore del mattino e non quello aggressivo della fascia 12.00/16.00. Consiglio valido per tutti ma indispensabile da seguire parlando di anziani e bambini.
  • Bere, bere, bere! La cattiva idratazione, sommata alla perdita di Sali minerali e liquidi dovuti all’aumento della sudorazione, può causare crisi ipotensive e diventa un fattore di rischio per soggetti cardiopatici. Particolare cura ancora una volta a bambini e anziani, che possono avvertire meno lo stimolo della sete.
  • Sportivi: con l’arrivo della bella stagione abbiamo la possibilità di svolgere all’aria aperta alcune delle attività che in inverno si praticano in palestra, sfruttando i parchi cittadini o la spiaggia. Attenzione però alle temperature elevate, all’umidità e all’esposizione diretta alla luce del sole: vediamo quali accorgimenti adottare per fare sport in sicurezza.

Per cominciare, assicuriamoci di essere correttamente idratati: beviamo prima, durante e dopo l’attività fisica. Possiamo assumere acqua, vitamine e Sali minerali anche attraverso il consumo di frutta fresca di stagione.

Per attività prolungate o di tipo agonistico, è necessaria una corretta integrazione, così come suggerito dal medico sportivo.

Scegliamo le prime ore del mattino o la sera, quando le temperature sono più fresche, e un abbigliamento dai colori chiari, in modo da non attirare i raggi solari.

L’esercizio fisico, sommato alle temperature elevate e all’umidità, può mettere il cuore sotto stress. Facendo sport sudiamo, perdiamo liquidi e ci surriscaldiamo, però l’umidità circostante può ostacolare il meccanismo fisiologico di dispersione del calore e spingere il cuore a lavorare di più.

Segnali di allarme che devono spingerci a fermarci sono crampi muscolari, nausea, vomito, debolezza, mal di testa, vertigini, confusione, temperatura corporea elevata, pelle fredda e umida. Se si avvertono questi sintomi mentre si sta facendo attività fisica, bisogna fermarsi e trovare riparo all’ombra, bere, spogliarsi, bagnarsi con acqua fresca. Se i sintomi non scompaiono entro 30 minuti è consigliabile consultare un medico, soprattutto se soffriamo di cuore.

Fin qui linee guida generali, ma adesso vediamo più da vicino come comportarci in presenza delle patologie croniche più comuni.

Ipertensione arteriosa

Il caldo causa spesso ipotensione ma questo non significa che si è autorizzati a interrompere in autonomia la terapia farmacologica per la cura dell’ipertensione; consultiamo il medico di famiglia che adatterà la terapia alle esigenze del momento. In caso di terapia antipertensiva anche con diuretici ricordiamoci di bere tanto, più dei 2 litri normalmente raccomandati per tutti.

Spesso si assumono integratori a base di sodio e potassio per contrastare la perdita di Sali minerali dovuta alla sudorazione: chi usa antipertensivi potassio-risparmiatori rischia l’iperpotassiemia così come particolare attenzione deve fare chi soffre di aritmia, quindi informiamo sempre il medico o il farmacista prima di prenderli.

Diabete

Nei soggetti in cui la malattia non è ben controllata si ha poliuria e questa, abbinata alla perdita di liquidi dovuta al caldo, aumenta il rischio di disidratazione; questa situazione è ancora più pericolosa per chi è in cura con alcuni ipoglicemizzanti orali perché possono possedere una certa tossicità renale che ne risulterebbe aggravata. Anche in questo caso, quindi, attenzione alla corretta idratazione.

Terapie psichiatriche

Particolare attenzione va rivolta ai farmaci neurolettici, o ad altri farmaci psicotropi come le benzodiazepine – che si usano come sonniferi o ansiolitici – perché tra i loro effetti c’è quello di ridurre lo stimolo della sete. La disidratazione riduce il volume dei liquidi circolanti, con la conseguenza di alterare la concentrazione plasmatica dei farmaci e quindi la loro efficacia/tossicità. Inoltre, una cattiva idratazione compromette la funzionalità renale e peggiora la capacità di termoregolazione, a livello cerebrale e periferico.

Disturbi della tiroide

L’estate, il caldo e l’afa sono tra i peggiori nemici di chi è afflitto da disturbi endocrini come le disfunzioni della tiroide, e in Italia sono oltre sei milioni le persone colpite da queste malattie.

Dobbiamo però distinguere tra ipo- e iper- tiroidismo.

Nel primo caso, quando cioè la tiroide lavoro poco, l’aria di mare può fare solo bene perché ricca di Iodio e più pulita che in città.

Chi invece è affetto da ipertiroidismo è preferibile che trascorra una vacanza dove il clima è più mite e la presenza di iodio nell’aria minore, quindi bene vacanze in collina/montagna.

Altri consigli?

Per chi è affetto da ipotiroidismo e quindi ha bisogno di assumere circa 150-200 microgrammi di iodio al giorno, l’apporto principale avviene attraverso l’alimentazione, ovvero acqua, elementi addizionati con iodio (sale iodato), e una dieta ricca cibi che lo contengono come frutti di mare, crostacei, alghe e pesce (preferibilmente quello azzurro).

Anche la frutta e la verdura coltivate nelle zone costiere presentano maggiori quantità di Iodio rispetto a quelle provenienti dall’entroterra. Importante anche respirare l’aria ricca di iodio delle località costiere: bastano 20 minuti di passeggiata al giorno per giovarne.

Come sempre, #prendetevicuradivoi

Dr.ssa Claudia Cocuzza