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La musica ha più di un suono e così anche la nostra vita

Quella sottile dimensione accanto a noi e in ogni cosa che facciamo

Quando viviamo un’esperienza e camminiamo per la strada della vita pensiamo forse all’obiettivo di quell’esperienza ma mi sono chiesta se dietro all’obiettivo che in superficie riusciamo a concepire c’è forse anche un motivo di base, invisibile per cui viviamo una determinata esperienza.

Quante volte quando raccontiamo della nostra vita diciamo cose pur sentendo dentro che c’è un motivo più profondo per cui viviamo certe esperienze? O forse non lo sentiamo ma allora voglio, in questo articolo, dire che c’è sempre anche un motivo più profondo per cui attraversiamo ciò che attraversiamo.

Per comprendere cosa intendo dire possiamo immaginare una melodia: noi sentiamo soltanto i suoni più forti ma non sentiamo che dietro a quei suoni c’è un suono di base. Se prendiamo una qualsiasi canzone possiamo sentirlo e notare come spesso percepiamo soltanto ciò che sentono tutti ma se ascoltiamo bene possiamo sentire come sotto a quelle parole e a quei suoni c’è un altro suono.

Non è così anche per la nostra vita? Andiamo in un posto convinti di andarci per un determinato motivo e poi sentiamo o scopriamo come in realtà eravamo li anche per un’altra ragione? Dico appositamente “anche” perché non è che l’obiettivo principale, conscio non sia rilevante ma intendo dire che la vita poi è anche più profonda. La nostra evoluzione avviene nel sottile, nel profondo, in quella base che bisogna ascoltare bene per poterla sentire.

Bisogna sensibilizzarsi per poterla sentire.

Il viaggio è un buon esempio per poter comprendere una parte importante della vita. Quando intraprendiamo un viaggio, che sia anche soltanto un viaggio in treno per raggiungere un posto, abbiamo a mente il motivo per cui stiamo andando in quel posto ma se osserviamo i segnali e quello che succede intorno a noi possiamo percepire una magia di base che ci accompagna in ogni momento della vita, qualcosa che da veramente sapore a ciò che viviamo.

L’essenza.

Mentre sto scrivendo questo articolo sono seduta in aeroporto e conosco bene il motivo per cui sto andando da un posto all’altro ma è veramente quello il motivo per cui sto andando?

Qualche giorno fa ho sentito una persona dire “non va bene fare le cose pensando a sé stessi”.

Come mai crediamo che non vada bene? Come mai crediamo che pensare anche a sé stessi e non soltanto al contesto sia innaturale?

Credo che la persona intendesse dire che se l’obiettivo per cui facciamo una cosa è uno deve essere soltanto quello. Se per esempio intraprendo il viaggio anche per me stessa, per la mia evoluzione, per qualcosa di profondo, per qualcosa di tutto mio diventa scorretto, scorretto per gli altri, scorretto per il contesto.

Quando facciamo qualcosa nella vita siamo talmente abituati a concentrarci soltanto sulla superficie di ciò che facciamo, su ciò che riusciamo a vedere con chiarezza che l’intento profondo per cui facciamo realmente le cose passa inosservato, nonostante dentro sentiamo la cosiddetta melodia di base.
Fare le cose anche per un altro motivo non deve essere per forza sbagliato, anzi talvolta può rivelarsi la vera magia della nostra vita, ciò che davvero da sapore a tutto il contesto.

Con quella melodia di base non intendo dire di fare le cose per avere un guadagno personale bensì riconoscere che mentre viviamo la quotidianità, evolviamo continuamente anche su un altro piano e che ciò che succede su quel piano è importante quanto quello che facciamo qui nella vita di tutti i giorni.

Ascoltiamo la melodia di base della nostra vita perché credo che lì si trovi nascosta tutta la bellezza, la magia del fatto stesso di esistere.

Sophia Molitor