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Siamo ancora in corsa

Belgrado, Berlino, Manila. Siamo ufficialmente l’incubo della Serbia. Ancora noi. Ancora in corsa. Ancora vincitori su una delle compagini cestistiche migliori al mondo. Italia – Serbia il giorno dopo. Siamo più o meno sopravvissuti alla partita. Chiunque ci viva intorno voleva lanciarci dal balcone. I “grida piano” si sono consumati in ogni famiglia. A vuoto, perché ognuno di noi aveva bisogno di un apparecchio acustico, ma per sentire se stesso.

La partita non ve la racconto. Andate a cercarla in rete. Conoscendo il risultato finale, magari riuscite ad arrivare sani alla fine.

Però scrivo di un inizio che ci aveva rilassati ma non troppo, con l’Italia avanti di 19-11, delle triple di Spissu, Tonut e Melli e di una Serbia che non ci sta, fatica un pochino (e mi vien da ridere finché scrivo solo a pensarlo) ma aggiusta il tiro e nel terzo quarto piazza un parziale di -16 che ti senti il peso del Colosseo sulle spalle.

A quel punto il Poz chiama il capitano che vuole appendere le scarpe al chiodo Gigi Datome, lui risponde “oplà“, decide che il suo ultimo mondiale non deve proprio finire così, tantomeno chiudere una carriera stratosferica a quota 199 gare che fa brutto, entra in campo e tira fuori dal cilindro 10 punti in cinque minuti. Gli avanza anche di schiacciare prima di avere, ai nostri occhi, il potere di essere in ogni angolo del campo.

È come vedere arrivare la cavalleria nei film western. La scarica di adrenalina dall’Araneta Coliseum attraversa il cosmo con Simonefontecchio tuttoattaccato che sembra una via di mezzo tra Flash ed Elastic Man. O tutti e due insieme.

Dal – 16 che ci aveva annichiliti al parziale di 15 a 2 a favore degli Azzurri, alzi la mano chi non ha chiesto l’ossigeno.

È la rimonta. La ciliegina sulla torta è quel Luca Severini che s’inventa una tripla dall’angolo: 72-67 a 4 minuti dalla fine.

Simonefontecchio tuttoattaccato alla fine si porta a casa 30 punti e il titolo di MVP della serata con 30 punti, 7 rimbalzi e 3 assist.

Italia – Serbia, diciassettesimo capitolo dal 2008 a oggi. La chat Whatsapp con Anna Bigarello è vietata ai minori.

Perché della partita monumentale degli Azzurri scriveranno tutti. Ma di quello che questa nazionale fa nel cuore dei tifosi, forse no.

Per chi ama il basket, Italia – Serbia è esattamente come Italia – Germania per il calcio. La sfida delle sfide, l’incontro che congela qualsiasi attività. C’è solo la partita.

Gianmarco Pozzecco, Giampaolo Ricci, Gabriele Procida, Marco Spissu, Mouhamet Rassoul Momo Diouf Nazionale Maschile Senior Serbia Serbia – Italia Italy Fiba World Cup 2023 – Phase 2 FIP 2023 Manila, 01/09/2023 Foto MarcoBrondi / Ciamillo-Castoria

LA PARTITA VE LA RACCONTO A SPICCHI, COME LA PALLA

L’Italia vince 78 a 76 contro la Serbia. Siamo ancora in corsa in questi mondiali.

Il secondo tempo di quest’incontro è qualcosa che andrebbe scritto sui muri.

Il terzo quarto inizia maluccio, non si vede praticamente canestro. La fisicità dei Serbi ha la meglio: il tabellone segna 44-60 dopo una tripla di Nikola Jovic.

+16. E chi li riprende?

A 13 minuti alla fine, alzi la mano chi non ha urlato da casa: Simonefontecchio (ormai è una parola sola) e Gigi Datome (per favore resta con noi) decidono che non può finire così.

Sembra una danza sul parquet. Di quelle che a ogni tiro, a ogni passo, a ogni fallo non sai se riuscirai ad arrivare sano alla fine. Anche il Poz, a un certo punto, fa un passo indietro: un altro spogliatoio anticipato gli avrebbe fatto perdere po’ po’ di capolavoro.

Ormai non ce n’è più per nessuno.

78 a 76.

A 40″ dalla fine Simonefontecchio sbaglia l’ultimo canestro azzurro. Mancano 8 secondi appena. La Serbia tenta il tutto per tutto con una tripla di Guduric che accarezza l’aria ma non il canestro.

Suona la sirena. Il boato è globale (andate a vedervi i commentatori stranieri).

78 a 76. Congelato. Osannato. Cercato, voluto, amato.

Domani la seconda puntata. La qualificazione ai quarti di finale, infatti, non è ancora certa.

Serve la vittoria con Portorico, sempre lui.

Un quarto di finale iridato, infatti, manca all’Italia dal Mondiale 1998, edizione in cui scese in campo anche Gianmarco Pozzecco. Quella volta, in Grecia, furono gli Stati Uniti – che pochi giorni prima avevano battuto il Portorico 68-62, garantendosi l’accesso ai quarti – a fermare la corsa degli Azzurri (77-80).

Poiché Portorico ha battuto la Repubblica Dominicana, per accedere ai quarti domenica 3 settembre gli Azzurri dovranno battere proprio il team sudamericano (ore 10.00 italiane, Rai Due, Sky Sport Summer, Now, DAZN).

Siamo ancora in corsa.

cricol

PS. Una volta battuto il Portorico, bisognerà attendere il risultato di Serbia-Repubblica Dominicana (ore 14.00 italiane, le 20.00 locali) per sapere se gli Azzurri chiuderanno il girone al primo o al secondo posto. Ma lo scrivo in piccolo piccolo…

In copertina, credits foto FIP