La spina dorsale del mondo

Secondo un antico testo indiano, le pietre nacquero da sette raggi di luce emanati dai sette pianeti maggiori del sistema solare. Ogni raggio aveva uno dei colori dell’arcobaleno. Da qui ebbe origine tutta la materia organica e inorganica che si trova sulla Terra.

In altri testi, invece, è scritto come i raggi sorgessero dal corpo divino del Creatore e che agissero globalmente creando tutto quanto esiste nell’universo. Secondo questa leggenda, quindi, la luce divina è creatrice e conservatrice di tutte le cose.

I sette pianeti vengono alimentati da questa luce primordiale trasmessa poi alla Terra che la assorbe e con essa alimenta tutto ciò che esiste.

Le gemme a loro volta assorbono questa energia, trasmettendola agli umani con cui entrano in contatto: questo trasferimento di energia è alla base delle loro virtù terapeutiche.

I sette colori si distinguono in caldi, freddi, neutri e il loro effetto sull’organismo è differente: quelli caldi aumentano il vigore, quelli freddi rilassano, quelli neutri creano sensazioni di piacere.

Esiste ancora un’altra versione sull’origine delle pietre: si racconta che Indra, il signore dei venti, dei tuoni, delle nubi, della pioggia, dei fulmini e dei cieli, fu sconfitto da un demone chiamato Vrittasura. Avvilito, si recò da Brahama, il grande Dio creatore, per chiedergli aiuto. Brahama gli consigliò di rivolgersi a Dadhichi, un grande saggio, che trascorreva i suoi giorni impegnato nella meditazione: se il saggio avesse accettato di donargli la sua spina dorsale, con questa Indra avrebbe potuto fabbricare un raggio con cui sconfiggere il demone.

Indra accettò il consiglio e Dadhichi – cui non importava nulla del proprio corpo fisico- accettò di dargli la sua spina dorsale per realizzare il raggio. Gli disse di spargere del sale sul suo corpo mentre era in uno stato di trance e di trovare una vacca – che in India è un animale sacro – che leccasse questo sale. Soltanto in questo modo la carne si sarebbe staccata dal corpo e Indra avrebbe potuto estrarre la spina dorsale dal suo scheletro. Indra seguì la procedura suggeritagli dal saggio, ottenendo il risultato desiderato.

Portò quindi la spina dorsale all’architetto celeste, perché con essa costruisse il raggio. Tuttavia, durante la fabbricazione, alcuni frammenti della spina dorsale caddero sulla Terra dando origine a quattro miniere di diamanti. Altre schegge, più piccole, andarono a finire in altri luoghi, creando tutte le altre gemme che oggi si trovano sulla Terra.

In un’altra leggenda sull’origine delle pietre, dei, semidei e demoni si unirono, tagliarono un grande ramo sul monte Meru (che significa spina dorsale) e mescolarono ripetutamente e con forza l’Oceano di Latte, nel tentativo di ottenere l’elisir della vita. Una volta raggiunto il loro obiettivo, Visnù, sotto le sembianze di una bella donna, si incaricò di distribuire l’elisir. Ma ai demoni diede solo il liquido di scarto, mentre lasciò l’elisir vero e proprio agli dei. Quando i demoni si resero conto di essere stati ingannati, iniziò una terribile lotta, durante la quale alcune gocce dell’elisir fuoriuscirono dalla marmitta che li conteneva e caddero sulla terra. Le gocce di cristallizzarono e si trasformarono in gemme: fu questa l’origine di tutte le pietre preziose sulla Terra.

Maura Luperto